Evasione Rca: è colpa del caro-prezzi. Adusbef e Federconsumatori denunciano: costi al +235% in 19 anni. Così l’Italia sospinge l’evasione nel settore assicurativo

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L’evasione in ambito Rca, anche in ambito Rca, in Italia si configura un po’ come un cane che si morde la coda, tra chi accusa gli evasori di essere responsabili dell’aumento dei prezzi delle polizze e chi li difende e accusa proprio il caro-Rca di essere l’elemento fautore dei continui rincari. Alla fine, però, in siffatto dibattito post-ideologico, nessuno finisce con lo spuntarla e la sconfitta è totale, perdiamo tutti. Gli italiani continuano a combattere la crisi dei prezzi come possono, si alimenta il mercato assicurativo, divenuto sempre più concorrenziale e sospinto anche dal web, dove è possibile porre Quixa e le sue polizze a confronto con quelle dei vari Genialloyd, Direct Line, ecc.

Evasione incoraggiata dagli aumenti. L’accusa di Adusbef e Federconsumatori

In una nota scritta congiuntamente, le associazioni Adusbef e Federconsumatori hanno espresso il proprio accordo con le dichiarazioni di ACI e Anci, che hanno condannato l’elusione del bollo e l’evasione delle assicurazioni da parte dei guidatori italiani, esprimendo al contempo solidarietà ai guidatori, vessati da tariffe Rc auto ritenute, a ragione, inaccettabili.

A sostegno di quanto dichiarato, i due enti a favore dei consumatori hanno ricordato che gli “aumenti da +245 a +480% in 19 anni” hanno portato alla generazione di circa 4 milioni di veicoli circolanti per le strade d’Italia senza una copertura assicurativa. In pratica, secondo gli enti, il caro-Rca incentiva l’evasione dell’assicurazione auto.

Le stime: aumenti del 235% in 19 anni

Secondo i dati citati da Adusbef e Federconsumatori, l’aumento medio delle polizze Rca sarebbe del 235% dal 1994 – anno di introduzione del libero mercato – al 2013, e incrementi che giungono fino al 480% per determinati cluster di guidatori. L’aumento medio nell’arco dei 19 anni di regime di liberalismo in ambito Rca ha generato un incremento di 859 euro, la differenza fra i 391 euro medi pagati nel 1994 e i 1.250 del 2013.

Nel resto d’Europa, prendendo in considerazione i Paesi leader dell’UE quali Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, i rincari non superano la soglia dell’87%.

Gli aumenti stimolano l’evasione

In Italia il numero di auto-fantasma – le vetture che circolano sprovviste di assicurazione auto – è pari a circa 4 milioni, il dato è altissimo e inasprisce ulteriormente una situazione allarmante. Le polizze auto italiane costano, mediamente, 231 euro in più rispetto a quelle pagate dai cittadini degli stati top europei, e a pesare non è solo l’alto tasso di evasione ma anche l’elevato numero di contenziosi e di sinistri oltre che l’abitudine scarsamente radicata di avvalersi di autofficine convenzionate. Di certo c’è che se i prezzi delle polizze continueranno a salire, appare difficile che gli italiani possano ritrovare l’onestà smarrita e porre un freno all’evasione dilagante.