Evviva, c’è un altro protocollo. Il libro dei sogni di Unioncamere e Regione Lazio. Zingaretti lucidato a favore dei fotografi per l’ennesima passerella con mille impegni e senza un euro

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Se si chiede a cento persone per strada a cosa servano le Camere di commercio è raro che si trovi risposta. Ciò nonostante, nel solco di riti che gli addetti ai lavori vedono sempre uguali da anni, martedì l’Unioncamere Lazio ha firmato il milionesimo protocolo d’intesa con la Regione guidata da Nicola Zingaretti. Si è fatta l’immancabile cerimonia con il governatore candidato alla segreteria del Pd lucidato a favore dei fotografi e si è messo nero su bianco che bisogna fare di più per favorire le imprese: dall’accesso al credito all’internazionalizzazione, passando per l’attrazione di investimenti e la semplificazione amministrativa. Enunciazioni troppo originali per pretendere di vederci dietro anche degli atti concreti. Così da martedì nel Lazio c’è un pezzo di carta e un bel po’ di illusioni in più, visto che le oltre 655mila imprese regionali (655.309 quelle registrate al 30 giugno 2018) alla Regione e alle Camere di commercio non le vedono mai se non quando passano a riscuotere il loro obolo.

Dieci punti – Nel documento firmato dal presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, si leggono dieci punti. Come in un libro dei sogni si parte dal favorire l’accesso al credito, promuovendo le opportunità che già ci sono (non molte in realtà, per la felicità degli usurai). C’è poi la semplificazione burocratica. Qui il testo però si limita al principio. Dove, come e quando restano domande che è meglio tenersi per se. Per restare sul vago, si parla poi genericamente di promozione delle opportunità offerte dall’innovazione. Chissà com’è che non ci aveva pensato mai nessuno prima! Dunque si continua con l’educazione al fare impresa e i nuovi percorsi di formazione, il monitoraggio (e già la parola monitorare dice tutto sul bizantinismo del linguaggio) dell’economia, la promozione culturale e turistica del territorio, con particolare attenzione al settore cinematografico, audiovisivo ed editoriale. Sarà una priorità l’internazionalizzazione delle imprese e il sostegno all’export, l’aggregazione delle imprese stesse, l’adesione al Piano nazionale Impresa 4.0 e l’aiuto a partecipare ai bandi europei. Tutto questo con quali soldi e come? La risposta nei prossimi protocolli, almeno un altro all’anno, è la promessa.

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