L’Alternativa al Governo adesso c’è. Gli ex 5 Stelle diventano partito. Venerdì il lancio del nuovo movimento politico. Porte aperte a Di Battista, ma avanti anche senza di lui

Movimento Alternativa Cabras
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Un partito per rilanciare le battaglie “di opposizione contro il governo Draghi”. Aprendosi a tutto il mondo dell’associazionismo e delle forze civiche” che vorranno farne parte. Per essere pronti già alle elezioni Amministrative del 2022, guardando alle Politiche del 2023. Si chiamerà Alternativa il nuovo soggetto che verrà presentato ufficialmente venerdì in una conferenza stampa. La base è la componente alla Camera che da mesi si batte contro le politiche dell’esecutivo.

Un nucleo costituito dai fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, che a Montecitorio vede Andrea Colletti e Pino Cabras (nella foto) come punti di riferimento, mentre a Palazzo Madama (dove la componente si è sciolta il 9 novembre in attesa di nuovi sviluppi), è Mattia Crucioli l’esponente più in vista. In totale ci sono 18 parlamentari, tra deputati e senatori. Il progetto, però, non coinvolge ancora Alessandro Di Battista, impegnato nel suo tour con l’amico e attuale deputato Alessio Villarosa, che resta nel Misto della Camera.

SPAZIO POLITICO. Sul dialogo con “Alessandro” dal nascente partito sono cauti: “Siamo aperti al confronto con tutti e andiamo avanti con le nostre iniziative”. Tradotto: porte aperte a Di Battista, ma il soggetto nasce indipendentemente dalle intenzioni dell’ex deputato. Così come non c’è un filo diretto con Davide Casaleggio. La modalità di votazione online, per quanto riguarda il confronto con militanti e simpatizzanti, usufruirà di altre infrastrutture digitali. Sulle potenzialità di questo nuovo partito, il direttore di Winpoll, Federico Benini, spiega a La Notizia: “Esiste una domanda politica di una forza che richiami le origini del Movimento, facendo leva sulle istanze anti-casta, sul no alle alleanze. Il punto è quello di capire se ci sono delle figure interne a questo movimento capaci di rappresentare queste istanze”.

Una delle certezze è il completamento della trafila burocratica per la nascita di Alternativa. Nei giorni scorsi è stato depositato lo statuto ed è stata effettuata la registrazione all’Agenzia delle Entrate. Di fatto è tutto pronto: occorre solo il lancio ufficiale. La Notizia ha visionato in anteprima anche il simbolo scelto dal nuovo partito, una lettera A stilizzata su sfondo arancione, ed è molto simile a quello della componente parlamentare, che nel frattempo si è adeguata rinominandosi semplicemente Alternativa. Come il partito.

GRUPPO IN SOSPESO. L’obiettivo, almeno alla Camera, resta quello di costituire un gruppo: per riuscirci occorre raggiungere la quota di 20 deputati. Dopo la defezione a fine ottobre di Massimo Enrico Baroni, a Montecitorio risultano 14 aderenti. Da settimane si vocifera di un avvicinamento di un drappello di parlamentari che potrebbe favorire la formazione di un gruppo (che porterebbe vari benefici in termini di risorse e di presenza negli organismi di controllo). Al momento, però, resta tutto fermo.

Ma a chi si rivolge il partito? “C’è uno spazio politico, una prateria all’opposizione di Draghi. Siamo in contatto anche quei consiglieri regionali e comunali che non si riconoscono nelle politiche del Movimento”, spiegano fonti interne. E non c’è alcuna preclusione “nemmeno chi proviene da altre forze politiche”, a patto “di aderire al progetto per convinzione e non per convenienza”, fanno sapere ancora i fondatori di Alternativa. E sulla adesioni, Benini esprime una convinzione: “Un partito del genere può valere il 3-4% se c’è una figura come quella di Di Battista che possa trainarla”.