Expo, Paris collabora e ottiene i domiciliari

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dalla Redazione

E’ stata accettata la richiesta per i domiciliari ad Angelo Paris, ex manager di Expo arrestato l’8 maggio scorso nell’inchiesta sulla presunta «cupola degli appalti» in Lombardia. Un rifiuto è arrivato invece per quella presentata dalla difesa dell’imprenditore vicentino Enrico Maltauro, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta.

È questa la decisione del gip di Milano Fabio Antezza: il giudice ha concesso gli arresti domiciliari poiché Paris , difeso dagli avvocati Luca Troyer e Luca Ponzon, «ha iniziato un percorso di rivisitazione della propria condotta» collaborando con la magistratura, una posizione che emerge dalle dichiarazioni rese sia davanti al gip durante l’interrogatorio di garanzia, sia durantefinanza i successivi interrogatori resi ai pm. Resta per ora in carcere invece Enrico Maltauro, l’imprenditore arrestato nell’ambito della stessa inchiesta: secondo il gip, non sarebbero stato indicati eventuali familiari in grado di provvedere alle sue necessità domestiche.Difeso dagli avvocati Giovannimaria Dedola e Paolo Grasso, durante gli interrogatori sia davanti al gip, sia davanti ai pm, Maltauro aveva fatto ammissioni e descritto il sistema architettato dalla presunta «cupola» dando così riscontro alla ricostruzione emersa dalle indagini della Procura. Dichiarazioni che, secondo gli inquirenti, vanno però ancora approfondite attraverso altri interrogatori, come quello dell’ex esponente ligure dell’Udc-Ncd, Sergio Cattozzo, atteso per i prossimi giorni, e probabilmente di alcuni imprenditori. Ieri sulle due richieste di scarcerazione si erano pronunciati i pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, dando parere negativo.

Ieri le parole del governatore della Lombardia Roberto Maroni, che ha lanciato un allarme sui ritardi per l’esposizione universale («Il Governo si dia una mossa» le sue parole) avevano dato il via a un duro scambio di opinioni: «Piuttosto che sollevare polemiche sterili Maroni rifletta sulle responsabilità della Lombardia» è stata la risposta del premier Matteo Renzi da Shanghai, dove ha criticato «i professionisti del pessimismo». Ora, ai microfoni di Radio Capital, è il ministro dell’Agricoltura con delega all’Expo Maurizio Martina a intervenire, rispondendo a Maroni: «Venerdì in Consiglio dei ministri affronteremo una serie di nodi che la società Expo ci ha posto. Dobbiamo fluidificare i lavori e aumentare i controlli. Non è vero che i lavori non vanno avanti, Maroni fa battute mentre si continua a lavorare». A chi teme che le inchieste e possano portare a una battuta d’arresto risponde: «I magistrati fanno il loro lavoro, noi facciamo il nostro, le cose vanno fatte presto e soprattutto bene». Servono nuove regole sugli appalti pubblici e su questo si dovrà intervenire, «l’idea del massimo ribasso e in generale le regole di oggi sono da rivedere» segnala il ministro riflettendo sul fatto che l’impresa Mantovani si è aggiudicata l’appalto principale di Expo con un ribasso del 41% sul costo dei lavori. Risponde anche alle affermazioni attribuite ad Angelo Paris, secondo cui Primo Greganti «era un buon amico di Martina»: «Ho letto queste affermazioni, sono amareggiato perché ovviamente so chi è Greganti, ma non lo conosco personalmente e non l’ho mai incontrato. E non so chi incontrasse quando andava in Senato».

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