Extra-costi sulle bollette Enel, la Camera indaga. Tenendo spente le centrali in Puglia l’ex monopolista e Sorgenia avrebbero fatto pagare agli italiani un miliardo in più

di Sergio Patti
Economia

L’articolo de La Notizia sugli extra profitti realizzati Enel e Sorgenia sul mercato del dispacciamento nel primo semestre 2016 è diventato oggetto di un’interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata al ministero dello Sviluppo economico da Samuele Segoni e altri deputati ex M5S oggi nel gruppo misto. Come rivelato dal nostro giornale e in linea con le ricostruzioni dell’Antitrust nelle istruttorie dei mesi scorsi, i due operatori elettrici hanno “tenuto spente” le centrali in Puglia, “perché consapevoli che Terna avrebbe dovuto comunque fare appello alla loro produzione nell’area” sul mercato del dispacciamento. Come riportato ieri dalla rivista specializzata Quotidiano Energia, nell’interrogazione si evidenzia come, nonostante ai produttori sia da imputare la gran parte degli extraoneri emersi, ad essi non sia stata richiesta la restituzione dei relativi profitti. Per questo gli interroganti hanno chiesto al Governo quali iniziative intenda assumere per sanare la situazione e trovare un modo per “restituire agli italiani quanto speso ingiustamente”, come finora le Authority hanno disposto solo per i trader.

“L’analisi del periodo 2012-2016 – si legge nell’interrogazione – dimostra che gli sbilanciamenti di tutti i trader hanno rappresentato il 6% del totale, a fronte del 94% dei costi indotti dai produttori. Ma per l’Authority i colpevoli a cui chiedere la restituzione delle risorse sono solo i trader e non anche i produttori. E dire che il meccanismo messo in atto proprio da questi ultimi e in particolare dall’ex monopolista avrebbe portato a un aggravio di quasi un miliardo di euro sulle bollette di tutti gli italiani.