Falso allarme su pensioni e Cig. Da Repubblica altri veleni sull’Inps. Il quotidiano spara le cifre della Vigilanza sull’Istituto. Che smentisce e replica: ricostruzioni infondate

PASQUALE TRIDICO
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“Non esiste alcun allarme per il pagamento delle pensioni e delle altre prestazioni dell’Inps, che possono essere finanziate attingendo, sulla base di vari strumenti che la legge mette a disposizione, a risorse dello Stato”. L’Istituto guidato da Pasquale Tridico smonta l’allarme lanciato da Guglielmo Loy, presidente del Civ (Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps), in un’intervista a Repubblica. “C’è un buco di quasi 16 miliardi nel bilancio Inps, creato proprio dalla Cig Covid. Il legislatore dovrebbe intervenire prima di mettere a rischio la sostenibilità e dunque le prestazioni di Inps” (pensioni comprese), ha detto Loy.

Nel corso del 2020, si legge in una nota dell’Istituto, il legislatore ha previsto che Inps finanziasse con proprie risorse finanziarie alcune delle misure economiche finalizzate al contrasto degli effetti economici della pandemia. Al contempo si sono registrate minori entrate contributive. La stima di questi effetti è riportata nell’assestamento del bilancio preventivo 2020 e nel bilancio preventivo 2021. Ad ogni modo l’andamento del 2020, sia in termini di pagamenti che di incassi, risulta sensibilmente migliore rispetto alle previsioni contenute in tali documenti.

Complessivamente, durante la pandemia, l’Inps ha pagato 15 milioni di cittadini, per tutte le prestazioni Covid, per oltre 33,5 miliardi di euro. Sempre Repubblica sostiene che a oggi ci sono quasi 200 mila pratiche in giacenza presso l’Istituto, un terzo vecchissime, anche di marzo. E almeno 1,2 milioni di lavoratori sono in attesa che l’Inps paghi la cassa integrazione Covid. L’Inps replica sostenendo che si tratta di numeri che non hanno nessun fondamento. L’Istituto ha coperto a oggi il 98,3% delle richieste di cassa integrazione pervenute, ovvero 16,9 milioni di domande su 17,2 milioni. “Sono in lavorazione i pagamenti per 293 mila prestazioni di cui 252 mila giunte a gennaio”.

Resterebbero quindi solo 41.000 pagamenti precedenti gennaio. Ad oggi l’Inps ha gestito circa 3,56 milioni di domande di Cig per emergenza Covid da parte delle aziende, e ne ha accettate oltre 3,29 milioni mentre quelle in lavorazione sono 88mila (60mila presentate tra dicembre e gennaio). Nel complesso – scrive l’Inps – per quanto riguarda i pagamenti ai lavoratori, l’Istituto ha gestito ad oggi oltre 17 milioni di operazioni di pagamenti diretti, rivolti a 3,6 milioni di lavoratori, e oltre 10 milioni di pagamenti a conguaglio dopo anticipo alle aziende per 3,4 milioni di lavoratori, con un esborso complessivo, a oggi, di quasi 20 miliardi di euro per Cig Covid.

Relativamente alle domande del periodo marzo-settembre 2020, scrive l’Inps, “risultano pendenti primi pagamenti diretti Cig per 500 persone, pratiche ancora in esame per problematiche complesse, alcune delle quali possono riguardare fattispecie non autorizzabili”. L’Inps spiega che è difficile pagare la Cig diretta ai lavoratori prima di due mesi. E’ fondamentale tener conto – argomenta – che la gestione delle domande e dei pagamenti della cassa integrazione guadagni richiede normalmente in media 8-10 settimane di lavorazione, dovute a una prima fase, in cui l’azienda fa domanda di accesso alle varie forme di Cig rispetto ai decreti che l’autorizzano e, dopo i controlli che ne verificano il diritto e per ogni singola azienda, Inps approva; e a una seconda, per attendere dall’azienda la dichiarazione delle effettive ore non lavorate per ciascun lavoratore nel mese e procedere, se la comunicazione è corretta nei suoi riferimenti, ai pagamenti al lavoratore.

Pertanto, prosegue, “se il periodo di Cig Covid autorizzata dai decreti del governo è, a titolo di esempio, per il periodo novembre-dicembre, i pagamenti non possono arrivare ai lavoratori prima di febbraio-marzo”.