Rush finale per il Family Act. Draghi incassa i successi di Conte. In Aula il 16 luglio la norma che sostiene le famiglie. Passano le proposte M5S per i nuclei con disabili

Family Act Conte
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Rush finale per il Family Act. La commissione Affari sociali della Camera ha concluso il 6 luglio la votazione degli emendamenti. Si attendono ora i pareri delle commissioni competenti per approvare anche il mandato al relatore e poi il testo è pronto a sbarcare in Aula. La data segnata in rosso sul calendario è il 16 luglio. Sebbene Italia viva cerchi di intestarsi la paternità della riforma, il disegno di legge approvato l’11 giugno 2020 dal Consiglio dei ministri, recante “Deleghe al governo per l’adozione dell’assegno universale e l’introduzione di misure a sostegno della famiglia” (detto anche Family act), è stato proposto da ben due ministre del governo Conte bis: Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia di Iv e la titolare del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo del M5S.

Pezzo importante della riforma è l’assegno universale mensile per ogni figlio a carico. Ma non solo. Tra i principi e i criteri direttivi alla base della riforma ci sono: assicurare l’applicazione universale di benefici economici ai nuclei familiari con figli; promuovere la parità di genere all’interno dei nuclei familiari, favorendo l’occupazione femminile, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno; affermare il valore sociale di attività educative e di apprendimento, anche non formale, dei figli, attraverso il riconoscimento di agevolazioni fiscali, esenzioni, deduzioni dall’imponibile o detrazioni dall’imposta sul reddito delle spese sostenute dalle famiglie o attraverso la messa a disposizione di un credito o di un contributo economico vincolato allo scopo.

In questo senso si inquadrano misure del Family act che prevedono la gratuità per i ragazzi per le visite ai musei, alle mostre e a eventi culturali. Un sostegno alle famiglie anche per l’autonomia dei ragazzi nel percorso universitario: dagli affitti per i fuori sede, all’acquisto dei libri, fino ad incentivi importanti per l’acquisto della prima casa. E poi i congedi parentali, di paternità e maternità. Il padre e la madre – spiega alla Dire il relatore Vito De Filippo (Pd) – hanno lo stesso livello di garanzia di possibilità di educare i figli: fino a 90 giorni di congedo parentale, con una possibilità di sostegno straordinario al lavoro femminile, che va dalle tutele per le donne fino agli incentivi alle imprese, che possono assumere donne. Soddisfatto il M5S.

“Tra le misure previste – afferma Angela Ianaro – c’è il rilancio del Piano Straordinario dei Servizi Socio-Educativi per la prima infanzia: è essenziale sviluppare un sistema territoriale diretto a incrementare i servizi esistenti e attenuare il forte squilibrio tra Nord e Sud. La stella polare è la concreta attuazione dei diritti dei bambini”. Esulta, sempre dai pentastellati, Stefania Mammì: “Sono stati approvati diversi miei emendamenti. Con una proposta ho inteso introdurre, nella misura contenuta all’art.1, una maggiore attenzione alle situazioni di disabilità nelle famiglie, prevedendo un percorso di crescita all’interno delle stesse, che sia non solo armonioso, ma anche inclusivo”.

“Nell’ambito della delega al Governo per il riordino delle misure di sostegno all’educazione dei figli e delle figlie – ha aggiunto l’esponente M5S -, contenuta nell’art. 3, è stato approvato un altro mio emendamento in cui ho previsto misure di sostegno alle famiglie per le spese sostenute per i figli in relazione all’acquisto di libri, non solo in formato cartaceo, ma anche su supporto digitale; nella stessa proposta ho anche previsto l’introduzione di misure di detrazione fiscale per le spese sostenute dalle famiglie per accompagnatori, assistenti personali o altri operatori, che abbiano svolto attività per i loro figli con disabilità”.

Dall’archivio: Family act, ecco cosa prevede il ddl approvato da Palazzo Chigi. Dall’assegno universale alle misure di sostegno all’educazione e alla genitorialità.