Oscar Farinetti fondatore della catena Eataly rilancia la proposta del brand per il made in Italy: la mela tricolore
Farinetti, una mela tricolore per blindare il made in Italy
Cosรฌ si recuperano 60 miliardi di export. Chi compra il Parmesan non vede lโinganno
di Marco Castoro
Ormai sta diventando un grido di allarme. I produttori italiani sono esasperati per come allโestero vengono spacciati per prodotti del Belpaese unโinfinitร di imitazioni locali: dal prosciutto al parmigiano, dalle conserve alla pasta, alla pizza, al vino e allโolio. Tanto per fare qualche esempio.
“ร assolutamente indispensabile che i prodotti italiani agroalimentari di eccellenza che meritano di essere esportati nel mondo, abbiano un simbolo unico di riconoscimento, che deve riportare la bandiera italiana con il nostro tricolore”.
A lanciare il messaggio รจ Oscar Farinetti,ย fondatore della catena Eataly che sta riscuotendo consensi in Italia e nel mondo, avendo avuto la brillante idea di raggruppare tutti i prodotti agoalimentari provenienti dalle regioni del Belpaese in un unico brand.
Come combattere lโassalto dei cloni che viene dallโestero?
“Cominciamo con il riappropriarsi della bandiera tricolore, fondamentale per permettere ai consumatori di tutto il mondo di riconoscere i prodotti made in Italy e non copiati. Bisogna fare al piรน presto una grande operazione di advertising nel mondo, come quella che fu fatta per pura lana vergine o per il vero cuoio. Per quanto mi riguarda ho proposto una mela tricolore che permetta di fare delle campagne nel mondo dicendo ai consumatori di ogni parte del globo: Cercate la mela tricolore e troverete il vero prodotto italiano e non le imitazioni”.
Dunque, basterebbe una mela per blindare il made in Italy…
“La mela ci puรฒ fare raddoppiare le esportazioni di cibo italiano nel mondo dove cโรจ una voglia immensa dei veri prodotti agroalimentari provenienti dal nostro Paese. Mettiamo un marchio sul made in Italy, sui veri veri prodotti italiani. Pensiamo a una mela tricolore con tre “No” ben scanditi sul marchio: No Ogm, no concimi chimici, no diserbantiโฆ”.
Quindi la palla passa al governo, anche se con la nostra burocrazia questa palla rischia di non entrare mai in gioco.
“Una volta tanto bisogna unire le forze come per unโemergenza. Lo Stato deve fare almeno quattro passi fondamentali…”.
Quali?
“Torniamo alla bandiera: piรน nessuno puรฒ usare il tricolore senza lโautorizzazione del nostro Paese, un poโ come accade in America. Subito dopoย inventarsi il brand che blindi i prodotti made in Italy. Terzo: creare marchio disciplinare italiano dellโagricoltura che abbia delle regole da rispettare rigorosamente per non incappare in sanzioni. E quarto stabilireย la regola disciplinare che vale per ogni categoria di prodotto (vino, olio, e altro)”.
Una volta fatta la tavola delle leggi รจ necessario diffonderlaย nel pianeta…
“Certo. Si va nel mondo e si dice a tutti gli americani, per esempio: cercate la mela tricolore, รจ il brand che attesta che si tratta di un prodotto italiano vero”.
Almeno anche allโestero i consumatori sanno che i cibi che comprano sono davvero italiani…
“Noi abbiamo un problema, che esportiamo 31 miliardi e accanto a quelli ci sono 60 miliardi di imitazioni che si perdono per strada. La gente che compra il Parmesan anzichรฉ il Parmigiano Reggiano non lo fa per cattiveria lo fa perchรฉ non lo riconosce. Dobbiamo dare noi ai consumatori uno strumento per riconoscerlo. Tutto qui, รจ molto semplice”.