Farsa d’Egitto. Al Sisi scagiona i servizi e ne spara un’altra delle sue: “Regeni ucciso da gente malvagia”

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L’ultima versione dall’Egitto sul caso Regeni non è meglio delle altre che abbiamo sentito finora. A parlare questa volta è il presidente egiziano Al Sisi che è passato alla controffensiva: “Bisogna smetterla con le bugie e con le illazioni che qualcuno di noi mette in giro”, ha detto in diretta televisiva. “Sul caso Regeni non indaga solo il ministero dell’Interno ma indagano anche il procuratore generale, la magistratura egiziana. Il caso Regeni ha attirato grande attenzione alla luce delle eccellenti relazioni con l’Italia. La leadership italiana è rimasta al fianco dell’Egitto dopo il 3 giugno 2013 quando sono iniziate le proteste contro l’allora presidente Mohammed Morsi”.

Insomma il presidente egiziano fa sapere di tenerci tanto ai rapporti con l’Italia. “Siamo noi che abbiamo creato il problema dell’omicidio del giovane italiano”, ha aggiunto, puntando anche il dito contro persone “malvagie” in Egitto, che vogliono mettere in imbarazzo il paese a livello internazionale. Dall’inizio della vicenda alcuni di noi hanno accusato gli apparati di sicurezza attraverso i social network e molti di noi hanno preso per buone queste notizie. Chi fa il giornalista deve avere fonti, deve fare ricerche”.