Il fedelissimo di Salvini tra sette giorni sarà interrogato dai pm romani che indagano sulle mazzette per il minieolico

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La svolta sul caso della presunta corruzione del sottosegretario leghista Armando Siri è ormai vicina. Se quella politica è già arrivata ieri in tarda serata (leggi l’articolo), per quella giudiziaria occorrerà attendere ancora qualche giorno. Infatti l’atteso interrogatorio, chiesto dalla difesa del politico, sarebbe stato fissato per la prossima settimana e si dovrebbe tenere nei giorni immediatamente successivi a quello di Paolo Arata, ossia l’imprenditore protagonista di una intercettazione ambientale con il figlio, avvenuta nel settembre del 2018, nella quale si tirerebbe in ballo l’esponente del Carroccio. Una mazzetta da 30mila euro in cambio della quale Siri avrebbe messo a disposizione le sue funzioni di senatore e sottosegretario per riuscire a forzare la mano su alcuni emendamenti, poi non andati a buon fine, in materia di incentivi per il cosiddetto minieolico. Sempre sul fronte giudiziario oggi ci sarà l’udienza al Riesame per il dissequestro dello smartphone e del Pc di Arata ma l’udienza, come già anticipato, verrà disertata.

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