Federico II torna a fare lezione. Si apre a Palermo la mostra Stupor Mundi – l’origine. Tributo al paladino dell’integrazione tra i popoli

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Potesse vedere cos’è diventata quell’Europa che ha contribuito moltissimo a costruire, forse oggi Federico II potrebbe avere qualche comprensibile ripensamento. Ma poi basta guardare quella grandezza di cultura e di civiltà verso la quale si muovono, sfidando la morte, milioni di persone da ogni parte del pianeta e allora tutto torna sotto quella luce di cui l’intero Occidente non ha mai abbastanza grazie all’imperatore normanno che scelse la Sicilia come culla del nuovo mondo. Per riscoprire le ragioni e le radici più profonde di quella scelta, da utilizzare come una bussola nel deserto di valori che rischia di far cadere la stessa idea di Europa e di Occidente, oggi a Palermo si apre una preziosissima mostra, sostenuta dalla Regione siciliana, dal Palazzo Reale e dal Museo di arte contemporanea Riso, con il contributo determinante della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, emanazione della Fondazione Roma guidata dal professore Emmanuele Emanuele. L’evento, denominato “Stupor Mundi – L’origine” è ideato dal brillante Filippo di Sambuy, con la collaborazione di Aldo Taranto e di Giovanna dalla Chiesa, curatrice della mostra. L’ispirazione nasce dai simboli chiave legati alla figura di Federico II, quale fondatore di quella integrazione fra le culture greca, latina, araba, ebraica, e persino di una lingua unificante, la romanza, a cui ancora oggi possiamo rivolgerci, come a un modello, per l’ appunto a “L’origine” di un primo disegno di integrazione nazionale.

LE NOSTRE RADICI – In occasione delle prossime manifestazioni legate alla proclamazione dei siti arabo normanni come patrimonio Unesco, le due Istituzioni di Palazzo Reale e Museo Riso hanno accolto con entusiasmo l’idea di collaborare alla realizzazione della mostra che presenta oltre a tre grandi installazioni pavimentali, una serie di progetti preparatori, una scultura lignea e il ritratto di Federico II, permettendo al pubblico di ripercorrere una
parte del tradizionale itinerario con una lettura contemporanea grazie proprio ai lavori del di Sambuy. Le opere saranno visibili all’interno di Palazzo Reale, nel cortile Maqueda, nella Cappella dell’Incoronazione che rievoca i fasti dell’Imperatore all’interno della navata, nella cripta e nella Loggia dell’Incoronazione, spazi “out” del Museo e a completamento del percorso, nella grande Vetrina esterna di Palazzo Belmonte Riso. L’evento è organizzato dall’Associazione Mesime e patrocinato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana e dalla Fondazione Federico II.