Femminicidio a Napoli. Diede fuoco alla compagna incinta: condanna a 18 anni per l’ex fidanzato-orco

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Tentato omicidio, stalking e procurato aborto. Con queste accuse il gup di Napoli Egle Pilla ha condannato a 18 anni Paolo Pietropaolo, il quarantenne che l’1 febbraio scorso ha tentato di bruciare viva la compagna Carla Ilenia Caiazzo di trentotto anni, mentre era incinta di otto mesi proprio del suo aguzzino.

Per Paolo Pietropaolo i pm Clelia Mancuso e Raffaello Falcone, titolari dell’inchiesta, avevano richiesto una pena detentiva di 15 anni, ribadendo che quello dell’uomo fosse stato un atto premeditato. Tanto che nel corso dell’ultima udienza, lo scorso ottobre l’avvocato della difesa, Maurizio Zuccaro, aveva cercato di dimostrare la premeditazione del gesto e la sua capacità di stare a giudizio. Pietropaolo, a cui è stata tolta la potestà genitoriale,  è stato condannato pure all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento di 300 mila euro nei confronti di Carla. Intanto, prima della lettura della sentenza, è spuntato un sms choc inviato dall’uomo ad una sua ex proprio il giorno prima di compiere il folle gesto.

“Temo che la bambina soffrirà” aveva scritto Pietropaolo, riferendosi alla piccola di cui la 38enne era incinta al momento dell’aggressione. Poi, in riferimento proprio a Carla Caiazzo: “Questa donna non mi trasmette più nulla”. L’aggressione avvenne la mattina del primo febbraio scorso. Paolo Pietropaolo aveva chiesto un incontro alla ex per consegnarle un pigiamino che aveva comprato alla nascitura. Le versò addosso un miscuglio di alcol e benzina e le diede fuoco, per poi fuggire in auto. Carla fu salvata da una guardia giurata che le versò addosso dell’acqua. È rimasta a lungo tra la vita e la morte.

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di Gaetano Pedullà

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