“Fermati siamo carabinieri, basta”. Il vice brigadiere si è identificato mentre il giovane americano lo stava accoltellando. Ecco gli audio delle due chiamate al 112

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Fermati siamo carabinieri, basta”. E’ quanto avrebbe urlato il vice brigadiere, Mario Cerciello Rega, al giovane californiano che lo stava accoltellando venerdì notte a Roma. A raccontarlo è stato il collega del militare nell’annotazione sull’intervento contenuta nell’ordinanza di convalida del fermo dei due giovani americani. “Il vice brigadiere Cerciello Rega, a breve distanza da me, – scrive l’altro carabiniere – ingaggiava una colluttazione con l’altro giovane e ricordo di aver sentito le urla del mio collega che profferiva testuali parole: fermati siamo carabinieri, basta”.

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Roma, intanto, ha diffuso anche l’audio della prima telefonata fatta al centralino NUE 112 dalla vittima del furto con il cellulare di un passante e il passaggio della stessa dalla sala operativa del NUE a quella dei Carabinieri di Roma. Il secondo file audio riguarda la telefonata fatta dall’operatore dei Carabinieri al cellulare del passante, da cui era partita la richiesta di intervento.

La prima chiamata

La seconda chiamata

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La solita Lega di Lotta e di Governo

Con la maggioranza gialloverde aveva fatto incassare bene al botteghino elettorale. Quindi niente di strano se torniamo a vedere il film della Lega di lotta e di governo. Il copione è sempre lo stesso. Salvini promette cose impossibili, illudendo un’Italia stremata dalle misure anti-Covid che

Continua »
TV E MEDIA