Fertility Day, quella campagna non si doveva fare. Dietrofront della Lorenzin: “Ne faremo una nuova”

dalla Redazione
Politica

Alla fine anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. La campagna per il Fertility Day non è piaciuta a nessuno. E, rivedendola bene, forse neanche a lei che ha decretato il dietrofront: “Se c’è qualcosa che dà fastidio nelle ‘cartoline’ del Fertility Day, rivedremo i testi. E se c’è qualche cartolina che va cambiata, lo faremo. La nostra intenzione non era certamente quella di urtare nessuna sensibilità, ma solo di fare una campagna in grado di aiutare le persone ad avere maggiori informazioni per combattere l’infertilità e le sue cause. Ciò che ci interessa è poter fare prevenzione per permettere alle persone di avere un figlio quando decidono di averlo. Il 15% delle persone in età fertile ha problemi di fertilità che crescono con il passare degli anni. La campagna deve ancora partire e non abbiamo nessun problema a migliorare la comunicazione se necessario. Vogliamo aiutare le persone ad avere consapevolezza sui problemi connessi all’infertilità perché siano libere di decidere. E’ un problema sanitario e non socio-sanitario, un tema quest’ultimo che viene affrontato giustamente in altre sedi”.

QUELLA CAMPAGNA PER LA MATERNITA’ UN VERO AUTOGOL