Festa della Liberazione, Mattarella: “Resistenza è opporsi a un’invasione. Questa deriva di guerra va fermata subito”

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“Questo tornare indietro nella storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei e l’intera comunità internazionale”. È quanto ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ad Acerra (qui il video) in occasione della Festa della Liberazione e a proposito del conflitto in Ucraina.

Festa della Liberazione, Mattarella: “Questo tornare indietro nella storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei”

“Avvertiamo l’esigenza di fermare subito – ha aggiunto il capo dello Stato -, con determinazione questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa drammaticamente estendersi. Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla, perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa”.

Sulla scelta di Acerra per la celebrazione di quest’anno della Festa della Liberazione, il Presidente della Repubblica ha sottolineato come si tratti di “un momento ricco di significato celebrare qui il 25 aprile, Acerra è stata teatro nel 1943 di una strage terribile di civili innocenti per molto tempo quasi dimenticata.
Onorando i martiri di Acerra desidero ricordare tutti i combattenti, tutti gli uomini e donne che in ogni parte d’Italia perdettero la vita per opporsi alla barbarie nazifascista” ha aggiunto Mattarella, ricordando che la storia della “nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra Costituzione è merito del loro sacrificio”.

“E oggi tra gli storici – ha affermato Mattarella in un altro passaggio del suo intervento – vi è concordia nell’assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono a una invasione straniera, frutto dell’arbitrio e contraria al diritto, oltre che al senso stesso della dignità”.

“Nelle prime ore del mattino dello scorso 24 febbraio – ha ricordato il Capo dello Stato – siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate della Federazione Russa avevano invaso l’Ucraina, entrando nel suo territorio da molti punti diversi, in direzione di Kiev, di Karkiv, di Donetsk, di Mariupol, di Odessa. Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione”.

“A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati. E, pensando a loro, mi sono venute in mente – come alla senatrice Liliana Segre – le parole: “Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”.