Ucraina, la fiducia in Zelensky sale al 57%: le pressioni di Trump per tornare alle urne e scegliere un nuovo leader diventano un boomerang

La fiducia degli ucraini in Zelensky sale dal 43% al 57%, mentre cala la sfiducia. Il KIIS ipotizza un effetto di unione nazionale dopo le pressioni degli Stati Uniti.

Ucraina, la fiducia in Zelensky sale al 57%: le pressioni di Trump per tornare alle urne e scegliere un nuovo leader diventano un boomerang

Saranno state le pressioni del presidente americano Donald Trump o forse il fatto che, tutto sommato, la resistenza ucraina non si è mai arresa alla Russia. Fatto sta che, a quanto pare, la fiducia degli ucraini nel presidente Volodymyr Zelensky è in crescita. Questo, almeno, è quanto riporta il sondaggio condotto dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev (KIIS), secondo cui il livello di fiducia nei confronti del leader ucraino è aumentato dal 43%, registrato tra l’8 e il 9 ottobre, al 57%, rilevato tra il 10 e il 16 ottobre. Nello stesso periodo, la percentuale di cittadini che non si fidano del capo dello Stato è diminuita dal 52% al 39%.

Il KIIS ha evidenziato come il cambiamento significativo registrato nel corso del mese di ottobre possa indicare un effetto di “unione nazionale” in risposta alle pressioni esercitate dagli Stati Uniti. Anton Hrushetsky, direttore esecutivo del KIIS, ha sostenuto che gli ucraini potrebbero criticare il presidente per i problemi interni, in particolare per la corruzione tra i membri del suo entourage e per le scelte inadeguate in materia di nomine, ma meno per le questioni relative alle relazioni internazionali, al sostegno alla difesa e alla tutela degli interessi dell’Ucraina sulla scena internazionale.

Ucraina, la fiducia in Zelensky sale al 57%: le pressioni di Trump per tornare alle urne e scegliere un nuovo leader diventano un boomerang

Inoltre, non si può escludere, ma questa è una possibile interpretazione giornalistica, non una conclusione dimostrata dal sondaggio, che gli ucraini percepiscano le continue critiche di Trump a Zelensky come un’inaccettabile ingerenza negli affari interni del Paese, finendo così per rafforzare la posizione dell’attuale presidente.

Il KIIS precisa, però, che il cambiamento nel gradimento del leader va interpretato tenendo conto dei margini d’errore delle rilevazioni e delle possibili distorsioni legate al contesto bellico.