Figliuolo diserta la trasparenza. Non si sa chi c’è nel suo staff. Neppure Palazzo Chigi ha ancora pubblicato il curriculum e i redditi di Draghi

trasparenza Figliuolo
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Da chi è abituato ad essere talmente limpido con i propri interlocutori da mostrare ad ogni visita e incontro pubblico le tante medaglie che ha sul petto, forse ci si sarebbe aspettati qualcosina in più. E invece a distanza di quasi due mesi dalla sua nomina, il generale Francesco Paolo Figliuolo non si è distinto in fatto di trasparenza: la struttura commissariale per la gestione dell’emergenza Covid-19 ancora non specifica chi siano i soggetti che lavorano al fianco del generale, nominato dal presidente del Consiglio Mario Draghi il primo marzo scorso al posto di Domenico Arcuri.

TABULA RASA. Scorrendo ogni pagina del sito istituzionale si rimane piuttosto sorpresi: a distanza di quasi 60 giorni l’unico riferimento che si ritrova è l’organigramma. Uno schema piuttosto complesso e che annovera al suo interno diverse figure specifiche. Si menziona, ad esempio, un “consulente giuscontabile” che si affianca a un ufficio legale per eventuali contenziosi. Senza dimenticare, ancora, un ufficio di gabinetto, un ufficio per le relazioni istituzionali e una direzione operativa. Non solo.

La struttura può contare anche su una “Unità Analisi e Programmazione” e una “Unità di Pianificazione”. Due strutture che, dette così, sembrerebbero quasi identiche. Ma senz’altro avranno compiti talmente specifici e distinti che risultano necessarie entrambe. Sarebbe però curioso sapere chi sia a capo dell’una e dell’altra, esattamente come sarebbe interessante conoscere i dirigenti degli altri uffici.

Ovviamente il nostro giornale ha contattato la struttura commissariale e lo staff di Figliuolo, ma non è giunta alcuna risposta. Di fatto, non solo ad oggi è impossibile sapere chi siano i soggetti che lavorano insieme al generale, ma anche avere una risposta in merito. Non proprio un dettaglio considerando che parliamo di chi cura la campagna per l’emergenza Covid.

ZERO DATI. Resta a questo punto la domanda: c’è da stupirsi? Probabilmente no. Ad oggi infatti non sono noti neanche i nomi e i dettagli di rito riguardanti la Presidenza del Consiglio (a cui la struttura commissariale fa capo). Per carità: è bene precisare che Palazzo Chigi ha tempo 90 giorni prima di comunicare, ad esempio, il curriculum e la situazione patrimoniale non solo del presidente Draghi ma anche dei vari ministri senza portafoglio e dei sottosegretari.

Fino al 13 maggio, dunque, nessuno è fuori regola. Sta di fatto, però, che certamente non sarebbe una cattiva idea essere puntuali quando si tratta di questioni così delicate. Tanto per quanto riguarda Palazzo Chigi, tanto per la struttura commissariale, a maggior ragione se è gestita da un generale che ama rafforzare l’idea della sua serietà e del suo amor di patria non abbandonando mai la divisa militare. Ma c’è di più.

ORGANIGRAMMA. A scorrere le ordinanze del generale Figliuolo se ne trova una, la prima, in cui esplicitamente si stabilisce il nuovo organigramma “in sostituzione della struttura prevista con Arcuri e si prevede che “le attribuzioni e il personale di ciascuna unità organizzativa della struttura […] sono definiti con atti dispositivi del Commissario straordinario”.

Atti che, tuttavia, non compaiono nell’elenco dei provvedimenti adottati da Figliuolo. Un dato di fatto da cui sorge una dubbio: o il generale si gestisce da sé, cosa ovviamente improbabile, oppure c’è un serio problema di trasparenza dato che non solo i nomi, ma neanche i relativi provvedimenti ci sono. Magari, chissà, qualcuno potrebbe intanto rispondere alle nostre domande. Attendiamo con ansia.