Figliuolo è sparito dai radar. Insieme ai conti dell’emergenza. Zero trasparenza sulla gestione commissariale. Esentata salvo dolo da ogni responsabilità contabile

Figliuolo
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La stella, anzi le stellette di Francesco Paolo Figliuolo non brillano più. Il generale, finita l’esperienza da commissario per l’emergenza Covid-19, è praticamente sparito dai radar mediatici. Poco male. Quello che non brilla, ed è più significativo, è anche la trasparenza della struttura da lui guidata.

Il generale Figliuolo, finita l’esperienza da commissario per l’emergenza Covid-19, è praticamente sparito dai radar

Almeno questo è quanto hanno denunciato i deputati di Alternativa, Andrea Vallascas e Pino Cabras, presentando un’interrogazione alla Camera. I parlamentari mettono nero su bianco le loro perplessità, chiedendo un chiarimento al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Due deputati di Alternativa hanno chiesto dettagli sulle spese del Commissario

L’intento è chiaro: vogliono una documentazione più dettagliata sulle spese rispetto a quanto reperibile pubblicamente. Perché in piena emergenza è stata concessa mano libera delle procedure da seguire. Certo, il decreto che ha istituito la figura commissariale prevedeva l’esenzione dal controllo della Corte dei Conti dalla disciplina del controllo di regolarità amministrativa e contabile per i contratti di acquisto di beni strumentali o per gli atti negoziali stipulati dal commissario.

Così come la responsabilità contabile e amministrativa sarebbe stata “limitata ai soli casi in cui sia stato accertato il dolo del funzionario o dell’agente che li ha posti in essere o che vi ha dato esecuzione”, si legge nell’atto depositato a Montecitorio. In piena prima ondata era anche complicato pensare a qualcosa di diverso. Tuttavia, rilevano i deputati, non c’è stata alcuna esclusione in merito agli obblighi di rendicontazione. Che quindi restano, eccome.

Anzi “acquistano straordinaria importanza a fronte di una considerevole spesa di risorse pubbliche sottratta ai più elementari principi di controllo e vigilanza nonché, in alcuni casi, alle procedure di evidenza pubblica”, rilevano Vallascas e Cabras. Sul sito della commissario, dunque, è presente solo la “lista della spesa”.

Nel dettaglio, infatti, sono consultabili i pagamenti relativi agli specifici servizi richiesti nel tempo. Per fare un esempio, nel primo trimestre di marzo sono a disposizione tutti gli acquisti compiuti tra tamponi e acquisto di mascherine, ma anche per la logistica e l’impiego di servizi stampa. Manca l’iter di assegnazione.

Un esempio? Non è spiegato perché siano state investite decine di milioni di euro per la Fca Italia con lo scopo di comprare dispositivi di protezione individuale. O per quale ragione sia stata scelta una società invece di un’altra nell’erogazione del gel igienizzante.

Vallascas: “Figliuolo si è limitato a pubblicare elenchi parziali”

“Figliuolo si è limitato a pubblicare elenchi parziali che non possono sostituire l’obbligo di redigere un rendiconto dettagliato comprensivo di relazione tecnica con la motivazione dell’urgenza e della necessità dei pagamenti effettuati”, incalza Vallascas.

Una posizione che trova d’accordo un altro deputato di Alternativa, Raffaele Trano: “Figliuolo si è limitato a ottemperare agli obblighi relativi all’amministrazione trasparente, pubblicando gli elenchi dei pagamenti da lui disposti nel periodo dall’1 marzo al 31 dicembre 2021 – spiega -. La piattaforma non può in alcun modo essere considerata una rendicontazione, ma solo una sorta di contatore delle spese, peraltro con molte criticità, visto che riporta solo gli importi relativi ai contratti firmati, ma non ai bandi di gara e alle modalità di assegnazione degli approvvigionamenti”.