Filo diretto con i lettori

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Dalla Redazione

La Notizia è un quotidiano indiscutibilmente riformista. Sta con le riforme e dalla parte di chi chiede a questo Paese di cambiare profondamente. A partire dalle regole – tutte, senza escludere la stessa base del Patto sociale che riside nella Costituzione – per darci strumenti più adeguati a un mondo che è cambiato enormemente dal giorno in cui si espressero i Padri fondatori della nostra Repubblica. Su questo argomento abbiamo pubblicato moltissimi articoli. L’editoriale del 16 luglio è stato però ampiamente discusso su Facebook, ricevendo molte critiche (che riportiamo integralmente) ma anche molti like di apprezzamento. Riproponiamo dunque l’editoriale, diametralmente opposto a quanto sostengono alcuni costituzionalisti, politici e con una interessante campagna di stampa anche Il Fatto quotidiano. Contiamo così di allargare il dibattito e fornire a tutti i lettori – chi la pensa come noi e chi no – nuovi spunti di riflessione.

L’EDITORIALE DEL 16 LUGLIO

QUELLA SVOLTA AUTORITARIA CHE NON C’E’

Ma siamo davvero alla svolta autoritaria? In questa Italia dove non ci si mette d’accordo su niente, dove ogni testa è un tribunale, dove i tempi della politica girano su un orologio completamente diverso da quello delle famiglie e delle imprese, ha senso accusare un Governo perché decide? E Pd e Forza Italia sono luoghi di coercizione solo perché stanno alzando l’asticella della disciplina di partito? Da giorni Il Fatto quotidiano, un giornale che molto spesso ci prende, sta bombardando le riforme e il rigore con cui Renzi e Berlusconi hanno serrato le fila dei loro schieramenti, ottenendo peraltro pochi risultati visto che sul nuovo Senato ci sono più di 7 mila emendamenti, molti dei quali con la firma di parlamentari azzurri, a partire da Minzolini. Per Travaglio & C. andiamo verso una riforma identica a quella nei piani della P2, aprendo la strada ai grandi poteri “dell’uomo solo al comando” e dunque esponendo la nostra democrazia a derive di regime. Roba da far tremare i polsi. Poi però basta alzare lo sguardo da certe letture per vedere che l’Italia in cui viviamo non è proprio così. Anzi, l’eccesso di parlamentarismo, di consociazionismo e lobby continua hanno paralizzato ogni cosa. La riforma della Boschi mette le manette alla politica? E il premier e Berlusconi sono i padroni assoluti dei loro partiti? Ora, lasciando perdere il concetto di democrazia interna in un partito leaderistico come quello del Cavaliere, di voci diverse e di dissenso continuiamo a sentirne tanto. Quello che non si vede è invece una maggiore capacità nel fare le cose. L’uomo solo al comando preoccupa, ma nessuno al comando è drammatico.

I COMMENTI

Anna Di Cuzzo
E com’è?…

Cenerentola Marina Cozzolini
Infatti la svolta autoritaria c’è stata già parecchio tempo fa…. da quando il potere è stato preso in mano dalle toghe rosse..

Giancarlo Cimatti
La svolta autoritaria è stata avallata dal PdR Napolitano. Chi dice il contrario sono i PDioti

Annamaria Corradini
Il tutto è iniziato con il colpo di Stato da parte di re Giorgio che andrebbe processato per alto tradimento al popolo italiano.

Rosario Castronuovo
Vaff

Hydra Greece
Ma perché quel signore… saprebbe quel che dice????

Piero Rapini
Un altro suonatore di piffero!

Vittorio Costa
Forse esagerato. O no?

Angelo Giovanni Pusiol
Non capisco perchè la vecchia ns. Costituzione oggi non va più bene e bisogna modificarla a tutti i costi, anzi è il problema principale del governo che la mette senz’altro in primo piano rispetto alla crisi economica del ns Paese

Olivia Di Maria
Col nome di democrazia abbiamo chiamato un sistema di democrazia nominale, ma non reale, altrimenti la nostra situazione economica non sarebbe a questo punto, non avremmo tali livelli di corruzione e di evasione fiscale e probabilmente il vecchio partito… Altro…

Francesco Silvano
Siamo tornati alla monarchia..ma non ci sono i Savoia.. ma il re di Napoli… Giorgio vattelapesca primo che ha prima nominato con la spada il condottiero monti.. flop issimo e poi il console letta quello giovane enrico.. poi tra uno stai tranquillo e l’altro.. arriva il guelfo Renzi il putto fioretino.. speriamo che anche questo non ci vada in fumo…

Andrea Anzani
Il signor Pedullà cerca di liquidare con un inconsistente e banale articoletto una questione che chiunque, dopo aver letto il “piano di rinascita nazionale” di licio gelli, capirebbe essere molto più grave di ciò che questo signore vuole fare apparire.

Andrea Anzani
@ cenerentola marina cozzolini: sì, come no! e poi c’era la marmotta che incartava la cioccolata…

Antonio Liberti
..e come mai, in questo eccesso di parlamentarismo, si son riusciti a votare (decidere, esecutare) provvedimenti in 20 giorni? Anche socialmente “tosti” ed antipopolari, come la riforma Fornero? ………………….
Inoltre, possiamo (un pò meno) lasc… Altro…

Matilde Muoio
Noooooooooooooo un delinquente matricolato che vuole mettere le mani sulla costituzione…………………………………..IN GALERA TUTTI!!!

Giancarlo Barra
Il solo fatto che si voglia cambiare la Costituzione senza lasciando il Popolo alla finestra dovrebbe far insorgere tutti! I nostri Padri, quando scrissero la Carta fondamentale dello Stato, convocarono un’Assemblea Costituente. Se gli attuali “riforma…Altro…

Giordano Bassani
Credo che siano pochi quelli che in questo paese vogliano veramente cambiare le cose… a cominciare dai giornalisti che fanno bella mostra di sè in ogni tipo di trasmissione sparando giudizi e sentenze come se loro avessero vissuto in tutti questi anni in un’altra galassia… buona giornata.

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE

I VERI NEMICI DEL NOSTRO FUTURO

Chi segue questo giornale dalla nascita – un anno e mezzo fa – ha letto decine di articoli determinatissimi su due questioni. La prima è che questa Italia ha bisogno di cambiare. Ma non con piccoli aggiustamenti qua e altri la, col cacciavite come sosteneva Enrico Letta, bensì con gigantesche riforme all’intero apparato dello Stato, all’economia, alla giustizia, alla scuola, persino al nostro modo di essere comunità. Sin dal primo giorno spieghiamo – e sempre più lettori ci testimoniano apprezzamento – che dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione tutto dalle fondamenta, compresa una Costituzione scritta quando non c’era Internet, i mercati globali, l’eccesso di legificazione che ormai rende questo Paese una tomba per le imprese e per il futuro dei nostri giovani. Sostenere questa tesi è da piduisti? Chi sta cercando di bloccare le riforme – che poi nel merito abbiamo anche contestato in tanti punti – sta montando un dibattito che arriva a ipotizzare derive autoritarie e persino rischi di regime. Creando questa suggestione tanti abboccano, ma in fin dei conti frenano quel cambiamento che per primi sono sicuro si augurano per questo Paese. La seconda questione che abbiamo larghissimamente affrontato è stata la vera svolta autoritaria, mascherata da tutela sacerdotale della Costituzione, e cioè l’imposizione dei governi voluti da Napolitano. Proprio per impedire tali ingerenze serve una maggiore governabilità. Chi si oppone deve saperlo.

gp