Finita l’era dell’euro-inchino, l’Italia protagonista in Europa. Nella sfida Ue il presidente del Consiglio ha già vinto trasformandosi rapidamente da gregario a fuoriclasse

di Giuseppe Vatinno
Politica

Nel 1982, quando l’Italia vinse il mondiale di Spagna, emerse improvvisamente un “eroe” salvifico della pelota nostrana, Paolo Rossi, allora centravanti di una squadra piccola, il Lanerossi Vicenza, che però aveva dato filo da torcere alle grandi arrivando seconda. Ecco, Giuseppe Conte assomiglia a Paolo Rossi. Due anni fa nessuno lo conosceva quando fu scelto come punto di mediazione tra la Lega di Salvini e i Cinque Stelle di Di Maio nel governo giallo-verde. Chi non ricorda quando chiedeva con timidezza “questo lo posso dire?” e Di Maio gli rispondeva di no?

LEADER CONSUMATO. Eppure in soli due anni Conte è diventato un personaggio caro agli italiani, che alla fine sono soggiogati dall’aplomb democristiano del premier che ha guidato la stretta sul lockdown in maniera assai efficace, dopo un iniziale tentennamento lassista. Il feeling tra gli italiani e il Primo ministro è sancito pure dall’ultimo sondaggio Demos (leggi pezzo qui sotto) che lo dà al primo posto negli ultimi 25 anni, sconfiggendo Prodi, Berlusconi e Renzi, per citare i maggiorenti. Un “giocatore” che dà il meglio quando è sotto stress proprio come Paolo Rossi e questa è stata sicuramente una scoperta importante in un periodo così difficile per il mondo e per il nostro Paese in particolare. Un alto funzionario europeo ha detto che mai un premier aveva fatto tanto nell’interesse del suo Paese. Sempre attento, puntuale, preparato sui dossier, si è rivelato la vera sorpresa di questo Consiglio europeo e poi quando c’è stato da bastonare nei confronti del premier olandese Mark Rutte ha bastonato senza indugio; “non superare il limite”, come ha notato Tiziana Beghin, capodelegazione M5S al Parlamento Ue. L’olandesino ci vuole togliere 24 miliardi di fondi gratuiti sebbene l’Italia sia uno dei maggiori contribuenti, al contrario dei Paesi Bassi. Federico Fubini, sul Corriere della Sera, a cui non par vero di dare contro a Conte, ha criticato la sua gestione “social” dei negoziati ed in particolare lo scontro con l’Olanda accusandolo, in pratica, di fomentare gli animi. Ma come? Contro un energumeno come Rutte si doveva di nuovo fare la riverenza come negli anni passati? E se Conte lo avesse fatto avrebbe dovuto subire comunque il solito cecchino Fubini che lo avrebbe ratto impallinato per il motivo opposto: lassismo. Comunque vada Conte ha vinto la sua personale partita internazionale, dopo anni ed anni in cui l’Italia andava con il cappello in mano a chiedere sempre su una linea prona. La linea dell’“euroinchino” è stata seguita da tutte le parti politiche senza limite di ritegno ed anche Matteo Salvini si è pronato alquanto nei confronti dei “finti amici dell’Italia” e cioè quel gruppo di Visegrad guidato da Orban che fa il paio con i “paesi frugali” guidati dai formaggeschi olandesi che sembrano avere un conto aperto con noi. Si può dire che a Bruxelles “è nata una stella”. Anche l’apparato comunicativo messo su da Rocco Casalino ha funzionato e così l’Italia ha mostrato in Europa il suo volto migliore, quello che ci caratterizza nelle grandi sfide. Ora è necessario tenere i nervi saldi e continuare con determinazione resiliente e con assertività a portare avanti le nostre ragioni, senza cedimenti burrosi e senza impennate isteriche, come purtroppo è avvenuto sovente in passato, ledendo la nostra immagine. E Conte continui con la sua simpatia, come quando si sedette per terra con la sua compagna Olivia Paladino tra la gente comune a Piazza San Cosimato, a Trastevere, a vedere un film, italiano tra gli italiani, spettatore tra gli spettatori.