Finito il tempo di falchi e colombe. Galan, ora attenzione ai traditori

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di Filippo Conti

«Più che incazzato sono amareggiato e deluso. Pensavo davvero potesse farcela, che avrebbe trovato un giudice a Berlino. E invece…». Giancarlo Galan , parlamentare del Pdl ed ex governatore del Veneto, è uno dei fondatori di Forza Italia. Uno che conosce Berlusconi da 28 anni. E prima ancora che un politico è un suo amico. Un fedelissimo che ieri sera era tra i pochi a non essere a Palazzo Grazioli, vicino al Cavaliere. «Non ho bisogno di essere lì, Silvio lo sa. Sto soffrendo con lui e con tutto il popolo di centrodestra, ferito da questa sentenza. In questi giorni ho preferito restare defilato, chissà quanta gente è andata a rompergli le scatole. Io gli sono vicino, ma da lontano».
Non se l’aspettava?
«All’inizio ero pessimista, poi ho letto le carte. E devo dire che ci speravo. L’avvocato Coppi ha fatto un ottimo lavoro. Insomma, tutti i segnali erano positivi. E invece è andata in questo modo assurdo e allucinante. Il Paese ha perso una grande occasione».
Ora cosa accadrà secondo lei? Il governo rischia?
«Quando gli animi sono agitati qualcosa succede sempre. Non so cosa potrà accadere, ma siamo tutti in fibrillazione. Di solito alle grandi ondate di calore seguono sempre i terremoti. Non so se sarà una manifestazione, le dimissioni dei parlamentari o la caduta del governo. Ma il clima è di grande tensione. E quando c’è tensione qualcosa succede sempre. Ma sono convinto di una cosa».
Ovvero?
«Berlusconi non è uno che molla. Continuerà a combattere. Anche dalla seconda fila. Non ha bisogno di essere in prima linea per guidare il centrodestra. Sono sicuro che alla fine questa sentenza lo rafforzerà, tanto da vincere le prossime elezioni. Senza nemmeno il bisogno di essere candidato in prima persona».
Ora i falchi rialzeranno la testa…
«Mi iscrivo anch’io a questo partito. Ma d’ora in avanti non ci saranno più falchi né colombe. Saremo tutti uguali. Bisognerà solo stare attenti agli uccelli paduli…».
Ovvero, possibili traditori?
«Esattamente. Magari qualcuno che pensa sia giunto il momento di voltare le spalle al Cavaliere. Perché è in questi momenti che vengono fuori le grandezze ma anche le miserie di certi uomini. Noi però a quel tipo di uccelli siamo pronti a sparare».

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