Fiumi di soldi al Niger, ma il Governo non vigila. Le ong preoccupate dall’assenza di misure di controllo sulla spesa dei fondi

di Mattia D'Angelo
Cronaca

Un piano internazionale per affrontare l’arrivo di migranti, grazie a un dialogo diretto con i Paesi africani. E la disponibilità a mettere sul piatto tanti soldi con l’istituzione di un apposito fondo. Con questi principi l’Italia ha siglato a fine marzo l’accordo con il Niger a cui verranno destinati 50 milioni di euro. Tutto lodevole. Il problema è che mancano precisi paletti alla gestione di quelle risorse. A supporto del progetto, secondo le organizzazioni non governative, non risultano altre iniziative per lo sviluppo dell’area. E soprattutto c’è qualche perplessità sul rispetto dei diritti umani da parte delle autorità locali. Per questo le ong hanno subito drizzato le antenne per mettere in guardia sulle possibili derive pericolse.

Il rischio dietro l’angolo è che i soldi finiscano dispersi in mille rivoli. Sul caso la deputata del Partito democratico, Lia Quartapelle, ha depositato un’interrogazione alla Camera. L’obiettivo dichiarato è quello di far arrivare un “finanziamento di interventi di cooperazione allo sviluppo, per favorire il progresso economico e sociale e, più in generale, il miglioramento delle condizioni di vita nel continente africano”.