Fontana inadeguato, il caos lombardo è colpa sua. L’accusa del capogruppo M5S in Regione, De Rosa: “Fatti errori colossali”. Il governatore ha dismesso gli hub vaccinali senza pensare alla quarta ondata

Fontana Lombardia De Rosa
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“Non è stato fatto assolutamente nulla” contro la quarta ondata. A dirlo è il capogruppo e consigliere M5S in Lombardia, Massimo De Rosa, accusando la giunta regionale, guidata dal leghista Attilio Fontana, di essere inadeguata di fronte al dilagare del Covid, che ieri, proprio in Lombardia, ha segnato un nuovo record di nuovi contagi, oltre 32mila (leggi l’articolo).

Passano i mesi ma la pandemia riesce sempre a sorprendere la Lombardia tanto che perfino Fontana non credeva al passaggio in zona gialla. Cosa continua a non funzionare in Regione?
“La questione è che si continua a lavorare sui palliativi e sull’immagine per farsi belli con le case della comunità e sbandierando i soldi in arrivo dallo Stato. Ma la riforma sanitaria ha lasciato tutto sostanzialmente com’era, migliorando di poco la sola sanità territoriale che, però, era espressamente richiesta per accedere ai fondi del Pnrr. Per il resto hanno parzialmente dismesso gli hub vaccinali che si erano utilizzati durante l’emergenza come se non fosse in previsione una quarta ondata. Non si sono premurati nemmeno di partire per tempo prevedendo che la gente, a prescindere da tutto, si sarebbe comunque preoccupata di fare un tampone sotto le feste per poter stare con i propri cari. Così il sistema è andato completamente in tilt. Poi vorrei parlare del tracciamento che In Lombardia è completamente saltato”.

Prego.
“Sulla questione noi del Movimento 5 Stelle stiamo facendo interrogazioni su interrogazioni per capire se è stato rafforzato, come promesso a suo tempo, il numero di operatori per poter contattare le persone che rimangono a casa. Vede, ormai non è più un problema di terapie intensive o di posti letto negli ospedali perché la maggior parte dei lombardi sono vaccinati. Il punto è che se lasciamo correre il virus senza il minimo controllo, rischiamo di far nascere nuove varianti. Proprio per questo e vista l’esperienza delle precedenti ondate, non è tollerabile che il tracciamento sia saltato già dai primi giorni della quarta ondata”.

Destano preoccupazione, come sostenuto dall’Ordine dei Medici, anche i tamponi per i quali le liste di attesa sono sconfinate. Si poteva fare di più sotto questo profilo?
“Non sono partiti tutti quei punti per effettuare i tamponi che dicevano avremmo dovuto trovare ovunque, perfino fuori dai supermercati. Cosa ben peggiore, non sono state stipulate convenzioni con i privati che gestiscono la sanità pubblica e si ritrovano con il mercato libero dei tamponi, con i prezzi che sono schizzati alle stelle. Pensi che al San Donato hanno aumentato i prezzi da 15 a 29 euro per un tampone. Ma stiamo scherzando? Diventa un costo insostenibile per i cittadini, qualcosa che una famiglia media non si può permettere”.

Da giorni il portale di Aria, presentato dalla Giunta Fontana come simbolo dell’efficienza, sembra aver avuto non pochi problemi. Cosa sta accadendo?
“Ho voci dall’interno che mi dicono che non è il portale ad essere andato in tilt ma che non si trovano tamponi. Però ho anche tanti medici che mi dicono il contrario. Per questo bisogna capire cosa sta succedendo e chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità”.