Fortuna che c’è Conte e non un Bolsonaro qualsiasi. Ora che il virus è tornato a mordere, i negazionisti del Covid dovrebbero nascondersi

di Giuseppe Vatinno
Politica

Ed ora che diranno i cantori e le cantrici della tirannide, ora che Giuseppe Conte ha dichiarato che andrà in Parlamento a chiedere la proroga al 31 gennaio 2021 dello stato di emergenza che, già rinnovato il 31 luglio, è in scadenza il 15 ottobre? Conte è stato accusato dalle opposizioni e dai critici di essere antidemocratico e di aver gestito la pandemia a colpi di Dpcm. E meno male verrebbe da dire. Perché, dopo alcune indecisioni iniziali, è stata imboccata la via della massima allerta e l’Italia ha subito il lockdown più duro del mondo, ma i risultati si sono visti.

Purtroppo, le follie e l’irresponsabilità estiva ha vanificato molto quanto era stato fatto, ma il nostro Paese è comunque quello meno colpito, almeno finora, delle grandi nazioni occidentali. Se ci fosse stata la destra al potere, come Bolsonaro in Brasile e Trump negli Usa, avremmo anche noi i contagi alle stelle, perché la destra mondiale, negazionista e cospirazionista, campa di fake news antiscientifiche. Ricordate Trump che consigliava di bersi i disinfettanti? Ed infatti la Lombardia, gestita dalla Lega, è finita nel caos sanitario.

Quelle dei negazionisti sono menti pre-umane, diciamo pure umanoidi, che hanno sviluppato una sorta di delirio collettivo che dovrà essere catalogato e studiato dagli psichiatri del futuro. Ma torniamo alla politica. Bene farà Conte a chiedere la proroga dello stato di emergenza perché i numeri del contagio -nessuno lo dice- sono ora molto peggiori di quelli che si avevano nel lockdown e se la Lombardia è uscita dal dramma dei primi mesi, il problema si è spostato al centro – sud dove i numeri di Lazio e Campania hanno subito una impennata.

Mentre De Luca ha imposto la mascherina all’aperto invece Zingaretti non l’ha fatto per non perdere consenso tra gli anarcoidi “no mask”. Conte ha invece agito responsabilmente e la sua offerta di un percorso parlamentare condiviso è la cartina di tornasole del fatto che, nonostante il pericolo, ci sia la massima volontà di condivisione democratica. Attendiamo dunque con curiosità quello che diranno del percorso parlamentare previsto i sirenetti e le sirenette dell’opposizione, quella che in Europa, per intenderci, tifano Orbán ed in Italia ci vengono a dare lezioni di democrazia.