Franco Talarico: l’assessore della Regione Calabria lascia i domiciliari e torna in Giunta

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L’ex segretario dell’Udc calabrese Franco Talarico ha preso parte, lunedì scorso, alla riunione della giunta regionale alla Cittadella a Catanzaro, di cui è componente con le deleghe a Bilancio e Personale. Talarico, coinvolto nell’inchiesta della Dda di Catanzaro ‘Basso profilo’, lo avevano sospeso dall’incarico nei mesi scorsi, in quanto sottoposto ad una misura restrittiva. Nel periodo di assenza le deleghe sono state prese in carico dal presidente facente funzioni della giunta Nino Spirlì.

Franco Talarico: l’assessore della Regione Calabria lascia i domiciliari e torna in Giunta

Talarico, scrive oggi il Fatto è indagato nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e dai pm della Dda di Catanzaro. A gennaio i magistrati hanno chiesto e ottenuto dal gip gli arresti domiciliari per il politico lametino. L’accusa, per lui, era scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni politiche del 2018, quando era candidato nel collegio di Reggio Calabria.

L’ipotesi della Procura l’ha poi ridimensionata il Tribunale del Riesame, che ha escluso l’aggravante della ’ndrangheta. Sostenendo che si è trattato di una corruzione elettorale semplice. Da qui la decisione del gip che il 20 aprile ha disposto l’obbligo di dimora per Talarico il quale, stando alle indagini, avrebbe avuto rapporti con alcuni imprenditori. Tra questi c’è Antonio Gallo che, in cambio dell’appoggio elettorale a Talarico, avrebbe ottenuto l’interessamento dell’assessore alle sue imprese.

Nelle carte dell’inchiesta si parla di “un comitato d’affarii ” che i magistrati hanno definito un “connubio diabolico tra imprenditori e politici”. Nella rete della Dda era finito pure il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa, che aveva subito una perquisizione il giorno dell’arresto di Talarico. Dopo l’arresto dell’assessore al Bilancio calabrese, la legge Severino ha imposto la sospensione dell’incarico in giunta, ma la sospensione non è mai diventata qualcosa di più e si è interrotta a fine aprile, con Talarico che è tornato operativo con le prime riunioni.

Una mossa da non sottovalutare anche in vista delle Regionali di ottobre, cui Talarico, in caso di ricandidatura, avrebbe il privilegio di avvicinarsi dalla poltrona di assessore. E se
dal punto di vista legale non ci sono strumenti per far decadere Talarico, resta un tema di opportunità.

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