Frecciate sinistre. Pisapia cerca di ricucire con Mdp e Speranza, ma sbotta con D’Alema: “È troppo divisivo, faccia un passo di lato”

dalla Redazione
Politica

Continuano scontri e divisioni, sempre più surreali, a sinistra del Pd.  E così, dopo la decisione di Mdp di non votare il Def, interviene a Circo Massimo su Radio Capital, Giuliano Pisapia che si dice non sorpreso della decisione presa da Roberto Speranza. “Non mi aspettavo altro di diverso, non c’è uno strappo. Era fondamentale che Mdp non votasse contro lo scostamento di bilancio e invece c’erano deputati che volevano votare contro anche allo scostamento. Ora invece inizia un percorso”, ha detto il leader di Campo Progressista intervistato da Massimo Giannini.

Tuttavia, “D’Alema? Deve fare un passo di lato” perché “anche lui, come Renzi, è divisivo”, rispondendo così alla richiesta che D’Alema gli ha rivolto di candidarsi alle elezioni. E aggiunge l’ex sindaco di Milano: “D’Alema sa perfettamente che io sono a disposizione di un progetto unitario e invece lui continua a fare dichiarazione che dividono. Faccio un esempio: lui era favorevole che oggi non si votasse lo scostamento di bilancio che avrebbe portato all’aumento dell’Iva” mentre io e altri abbiamo voluto fare un percorso diverso. Io sono dell’idea che chi non ha obiettivi personali potrebbe fare un passo di fianco, bisogna esser in grado di unire. Lo dico per tutti, anche per me”.

Continua Pisapia: “Anche Renzi divide, ma ha vinto le primarie con due milioni di voti, quindio bisogna uscire dai personalismi. Ci sono 3,5 milioni di elettori del pd e di sinistra che non votano più. Renzi è stato divisivo sia all’interno che all’esterno del Pd, ma ha stravinto le primarie. Bisogna trovare un minimo di condivisione”.

Quasi in contemporanea, intervistato a Omnibus su La7, Roberto Speranza spiega così la scelta che rischia di mettere in crisi la maggioranza. “Se c’è un voto nell’interesse del Paese noi votiamo sì come la maggioranza per evitare l’aumento dell’Iva, ma dopo c’è un voto più politico, e su quello non ci sentiamo di mettere la firma”.