C’era una volta l’Europa. Dopo l’assalto di migranti e terroristi tornano i controlli alle frontiere. Con tanti saluti agli accordi di Schengen

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Frontiere off limits.  Anche quelle dei paesi membri dell’Unione europea. L’Europa corre ai ripari rafforzando immediatamente i controlli su tutti i viaggiatori anche alle frontiere di Schengen. Una decisione presa in fretta e furia dai ministri dell’Interno e della Giustizia dell’Ue nella riunione straordinaria di Bruxelles convocata per provvedimenti straordinari dopo la strage di Parigi. I ministri chiedono alla Commissione di presentare una revisione mirata dell’articolo 7.2 del codice Schengen per rendere i controlli alle frontiere esterne sistematici anche per i cittadini Ue. I controlli, insomma, così diventano obbiligatori e non possibili. “Gli stati membri”, si legge nella bozza di dichiarazione della riunione, “si impegnano ad attuare immediatamente i necessari sistematici e coordinati controlli alle frontiere esterne, compresi gli individui che godono del diritto di libertà di movimento”. Ma una discussione maggiormente approfondita sul codice di Schengen è previsa per il prossimo 4 dicembre in occasione del consiglio degli interni. La libera circolazione tra 22 Paesi dell’Ue, prevista dagli accordi di Schengen, è finita nel mirino perché le indagini hanno rivelato che alcuni dei terroristi coinvolti nelle stragi di Parigi sono entrati in Francia dalla frontiere con il Belgio. Frontiera che, almeno fino a giovedì, era ancora scarna di controlli come mostrato da un servizio realizzato da SkyTg24. Provvedimenti, quelli dei controlli, sollecitati dalla Francia e che, ha spiegato il ministro dell’Interno francesem Bernard Cazeneuve, “verranno mantenuti fino alla fine della crisi terroristica”.Una risposta che “è arrivata” afferma Dimitris Avramopoilos, commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, sottolineando, infine, che “non è stata attaccata solo la Francia, ma l’Europa intera”.