Furbetti avvisati. Multe fino a 3mila euro per chi infrange le restrizioni. Fino a 5 anni ai malati che violano la quarantena. Regioni libere di intervenire

di Raffaella Malito
Politica

Una stretta sui controlli per smascherare i “furbetti” e un giro di vite per chi viola le regole anti-contagio. Il governo punta a rendere ancora più efficaci le misure (ecco una sintesi) per contenere il diffondersi del coronavirus. E in Consiglio dei ministri approva un decreto che serve a uniformare il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare l’emergenza e introduce pene severe per chi viola le restrizioni in vigore per contrastare l’epidemia.

MULTE PESANTI. Al via un deciso inasprimento delle sanzioni rispetto all’ammenda finora prevista fino a 206 euro, con l’introduzione di multe che vanno dai 400 ai 3000 euro. E rischiano da 1 a 5 anni di reclusioni i malati di Coronavirus che viola l’obbligo di quarantena. Nel caso in cui si venisse colti in spostamenti non necessari in automobile la sanzione, “è aumentata fino a un terzo”, spiega il premier Giuseppe Conte al termine del Cdm. Ma “non c’è il fermo amministrativo del mezzo”. Il decreto ha il doppio fine di regolamentare più puntualmente e in modo più trasparente i rapporti tra l’attività del governo e del Parlamento. “Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire ogni 15 giorni”, dice Conte. O in alternativa un ministro delegato. E anche i rapporti tra gli interventi del governo e quelli delle Regioni vengono chiariti: “Lasciamo che i governatori possano adottare nell’ambito delle competenze misure più restrittive e severe ma rimane la funzione di coordinamento nazionale”.

STATO-REGIONI. Viene escluso qualsiasi intervento autoritario nei loro confronti. “Avocare dei poteri allo Stato centrale rispetto a quelli territoriali, penso ad esempio alla sanità, sarebbe poco funzionale”. E viene smascherata l’ennesima fake news. “Si è creata discussione sul fatto che l’emergenza sarebbe stata prorogata fino al 31 luglio 2020: nulla di vero”. Il decreto elenca 28 restrizioni e regole, accorpando quelle adottate con i diversi dpcm: dallo stop agli spostamenti alla possibile chiusura di strade e parchi, cinema e ristoranti. L’orizzonte temporale è il 31 luglio, perché a fine luglio è ad ora fissata la fine dell’emergenza, dichiarata a gennaio. Ma Conte rassicura gli italiani: non staranno chiusi in casa fino a luglio.

Sulle singole misure si deciderà di mese in mese, in base ai dati del contagio. C’è anche la chiusura per 30 giorni, una volta superati i blocchi, per i bar e i negozi che violino i divieti. E controlli affidati sul territorio anche ai militari, per rafforzare le forze dell’ordine. “Ma non c’è nessuna militarizzazione”, chiarisce il premier. “Le forze dell’ordine – aggiunge – fanno attento monitoraggio ma la stragrande maggioranza dei cittadini si sta conformando a queste nuove regole. Questo ci deve rendere tutti particolarmente orgogliosi. Ciascuno deve fare la propria parte per affrontare questa emergenza, vincere e poterci rialzare quanto prima”.

TRASPARENZA. Il presidente del Consiglio oggi sarà alla Camera e giovedì al Senato con un’informativa sull’emergenza Covid-19. Prove di disgelo intanto, dopo l’incontro di lunedì a Palazzo Chigi, tra maggioranza e opposizione. Sempre oggi si vedranno al Senato per discutere del “Cura Italia”. L’incontro era stato sollecitato con una lettera firmata dal capogruppo Pd Andrea Marcucci e sottoscritta da M5S, Iv e Leu. “La Lega è sempre disponibile a un confronto serio purché sia concreto, di sostanza”, dichiara Massimiliano Romeo. E oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato un nuovo appello all’unità, auspicando che sia pari a quella che consentì la rinascita nel dopoguerra.