Furbetti del cartellino. Il comune di Sulmona rischia la paralisi. Quasi la metà dei dipendenti indagati: timbravano il badge e andavano via

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C’è pure il dipendente che arrivava in Comune con in testa il casco, timbrava il cartellino e poi sfrecciava via in sella alla sua bici. O l’impiegata che nel giorno di pioggia entrava con l’ombrello aperto per poi catapultarsi di nuovo fuori. Al bar o a fare la spesa al mercato poco importa, certo è che al comune di Sulmona, in provincia dell’Aquila, si lavorava poco, molto poco rispetto a quanto poteva essere fatto visto che circa la metà dei dipendenti in ufficio ci andava molto raramente. Le indagini della Guardia di Finanza sono durate circa sette mesi e hanno messo nei guai 46 dipendenti su un totale che supera di poco le centinaia di unità.

MODUS OPERANDI
Grazie alle telecamere molti furbetti del pubblico impiego sono stati individuati. Alcuni timbravano per poi andare al bar o a fare la spesa, altri tornavano a casa a pranzo senza timbrare l’uscita e, addirittura, c’è chi affidava il proprio badge al collega senza neppure recarsi a lavoro o per presentarsi in ufficio in notevole ritardo. I finanzieri hanno anche pedinato molti dei sospettati beccandoli in posti ben lontani dal Comune. Tra i reati che ora verranno contestati ai circa cinquanta dipendenti pubblici ci sono anche la truffa aggravata e le false attestazioni. Ma anche l’illegittima fruizione dei buoni pasto. Sono stati incrociati anche gli scontrini di acquisto in alcuni negozi durante le ore di lavoro e il prospetto dei turni mensili, in maniera tale da evidenziare l’assenza dal posto di lavoro. Il caso oltre che da un punto di vista penale ora interessa pure la Corte dei conti che è stata interessata per avviare il recupero dei compensi percepiti illegalmente.

PAESE NEL CAOS
L’immagine del paese che diede i natali ad Ovidio esce con le ossa rotte dalla vicenda. Si racconta che nei corridoi del Comune ci siano state scene di panico, con dipendenti in preda al pianto stamattina una volta che si sono visti riconosciuti nei video diffusi dalla Guardia di Finanza. Preoccupazione ha espresso anche la sindaca, da poco eletta, Annamaria Casini. Oltre al problema d’immagine per la prima cittadina di Sulmona il vero rischio che presto potrebbe trovarsi è una sorta di paralisi amministrativa. Con quasi la metà dei dipendenti comunali indagati sarà ancora più complesso garantire il funzionamento di tutta la macchina amministrativa. Per questo auspica un rapido epilogo delle indagini.