Galli e Pregliasco testimonial del Vaccine day. Tra i primi medici italiani che si sono vaccinati contro il Covid. “È ora di voltare pagina, questa è l’occasione”

MASSIMO GALLI
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“È ora di voltare pagina, questa è l’occasione, inizia la possibilità di voltare pagina”. E’ quanto ha detto il primario dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli (nella foto), tra i primi medici italiani a vaccinarsi oggi all’ospedale Niguarda in occasione del Vaccine day europeo. “Il 100% di sicurezza non esiste per nessun farmaco – ha detto Galli -, vaccino o intervento chirurgico. Il seme dell’esitazione aligna parecchio anche nell’ambito dei sanitari, che meno di tutti gli altri sono giustificati in una posizione esitante o astensionista”.

Galli è uno dei testimonial della campagna di vaccinazione, come il virologo Fabrizio Pregliasco: “Trovo che sia un’iniziativa utile che quelli che più spesso si sono visti in giro tra i sanitari siano qui oggi a dare una dimostrazione di adesione e fiducia”. Per quanto lo riguarda “sono un vecchio asmatico e poliallergico. Se mi capitasse una reazione non sarebbe un evento straordinario ma lo faccio lo stesso”.

“E’ una giornata importante, simbolica – ha detto, invece, Pregliasco -, per dare fiducia e speranza a tutti gli italiani e che significa tanto per l’economia e la sua ripresa. Non potevo esimermi dalla vaccinazione oggi, non per essere tra i primi, ma per dare l’esempio. Il bilancio tra efficacia e sicurezza è sicuramente a favore di questa vaccinazione”.

“L’mrna – ha aggiunto il virologo rivolgendosi a chi è titubante – non è un acido nucleico che può inserirsi nel nucleo, si distrugge rapidamente, ma manda quel messaggio di produzione della proteina che poi scatena la risposta immunitaria, ma senza possibilità di alterazioni genetiche che sono un po’ il dubbio a lungo termine, che viene però raccontato da molti in un modo che assomiglia un po’ alle dichiarazioni da bar”.

Per quanto riguarda l’esitazione che aligna anche tra i sanitari, “è un peccato, ma lo abbiamo visto anche su altre vaccinazioni, come quella dell’influenza, che fino all’anno scorso vedeva solo un 15- 20% dei colleghi vaccinati. Quest’anno si sono avvicinati in molti di più, Un 50 -60% e questo è un messaggio positivo. Rimane questo dubbio di essere soggetti sani, invece i sanitari si devono vaccinare per responsabilità verso i propri pazienti”.

“Ritengo che sia fondamentale – ha aggiunto il virologo – per tutti i colleghi un ripasso dell’immunologia, che magari per loro è rimasta ai tempi dell’università”. Per quanto lo riguarda vaccinarsi oggi, Pregliasco ha sottolineato che “è stato un piacere, un onore e un dovere perché da sempre mi occupo di sviluppare vaccini e quindi, era doveroso dimostrare in prima persona che mi fido di quanto le autorità hanno fatto per garantire questo strumento”.