Scelte compatibili con l’ambiente. C’è in gioco il futuro del pianeta. Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura: “Il benessere economico passa dalla sostenibilità”

sostenibilità Gallinella
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“Dobbiamo mettere assieme la sostenibilità ambientale, economica e sociale per disegnare un futuro migliore, puntando sulle scelte economiche compatibili sull’ambiente”. E’ quanto ci dice Filippo Gallinella, presidente pentastellato della commissione Agricoltura della Camera.

Il 22 aprile è la Giornata della Terra. Quale il significato profondo di questo anniversario per lei e il M5S?
“Sin dal 1970, questa Giornata permette di ricordare a tutti noi la necessità di preservare e rinnovare gli equilibri ecologici minacciati dall’uomo. Se continuiamo a comportarci sempre alla stessa maniera, senza ragionare sul futuro, la natura troverà un equilibrio con o senza di noi. E, converrete, preferisco che sia “con noi”. La sostenibilità ambientale punto di forza delle proprie politiche è il solco su cui si muovono il mio operato e quello del MoVimento 5 Stelle”.

Nessuno sembra avere ormai più dubbi sul doppio filo che lega sostenibilità e agricoltura. Cosa ne pensa?
“L’agricoltura è l’unica attività antropica che può avere un riscontro positivo sull’ambiente. Producendo cibo, gestendo la CO2, il suolo, l’acqua è potenzialmente una attività che può anche avere risvolti positivi. Oggi, la sostenibilità in agricoltura è misurabile: un trattore fermo non inquina ma, al contempo, non produce reddito e non dà lavoro. Dobbiamo mettere assieme la sostenibilità ambientale, economica e sociale per disegnare un futuro migliore, puntando sulle scelte economiche compatibili sull’ambiente. Tematiche su cui lavoro da tempo e che saranno oggetto anche del mio prossimo seminario, in programma il 18 maggio”.

Il principale strumento finanziario dell’Ue per promuovere modelli virtuosi di agricoltura è la Politica agricola comune (Pac). In che direzione si sta procedendo?
“L’Italia quest’anno dovrà decidere il Piano Strategico nazionale previsto dalla nuova PAC. Questa è una novità assoluta che non si vedeva dai tempi della Legge Quadrifoglio Verde: Stato, Regioni e Province autonome dovranno elaborare una strategia condivisa per un nuovo modello agricolo. La PAC pagherà gli agricoltori in funzione degli obiettivi da raggiungere e uno strumento utile per perseguire le scelte di sostenibilità sarà il pacchetto degli eco-schemi. Obbligatorio per il Paese ma volontario per l’agricoltore, vedrà concedere risorse aggiuntive per chi utilizzerà pratiche virtuose per l’ambiente. Servono scelte chiare, puntando al massimo del plafond a disposizione su agricoltura biologica, di precisione, di montagna nonché allevamenti estensivi e gestione intelligente della risorsa idrica”.

A un anno di distanza come ha impattato la pandemia sul mondo dell’agricoltura italiana?
“L’agricoltura non ha mai smesso di lavorare nonostante la pandemia, dimostrando un impegno eroico. Sono cambiati, però, i canali di distribuzione con un aumento dei consumi casalinghi e di acquisti nella grande distribuzione complici lockdown e smart working e un inevitabile crollo per bar, ristoranti, pizzerie, agriturismi e mense. Gli agricoltori hanno dovuto riorganizzarsi, puntando talvolta alle consegne a domicilio e rinnovando così la propria offerta al consumatore. Sebbene, in generale, la produzione non sia calata, alcuni settori hanno sofferto più di altri (latte fresco, birra artigianale, carni pregiate). Con i diversi decreti messi in campo dal Governo, abbiamo cercato di far stare in piedi tutte le aziende possibili. Alcuni settori, al contempo, hanno guadagnato molto dal cambio di abitudini di spesa, sfruttando nuovi mercati e rispondendo meglio alle esigenze dei consumatori”.

Il comparto agroalimentare gioca una parte importante nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Come utilizzare al meglio queste risorse in arrivo da Bruxelles mettendo al centro la sostenibilità ambientale, economica e sociale?
“La Commissione Agricoltura ha licenziato il parere al PNRR qualche settimana fa, a breve sarà discusso anche dall’Aula di Montecitorio. I nostri punti principali per rinnovare l’agricoltura, essere più resilienti e più competitivi passano sicuramente dalla digitalizzazione, dalla diffusione della banda larga nelle aree rurali, dal rinnovo macchinari meno inquinanti, dalla copertura delle strutture produttive con pannelli fotovoltaici per la produzione di energia, da una rinnovata gestione dell’irrigazione. Fondamentale sarà ridare al nostro paese una gestione centralizzata del patrimonio forestale, salvaguardando i boschi e dando vita ad una vera filiera del legno”.

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