Garantismo a 5 Stelle. Approvato il codice etico con il 91% dei voti: nessuna sanzione automatica per gli indagati. Si deciderà caso per caso

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

I Cinque Stelle si riscoprono garantisti. Approvato con il 91% dei votanti sul blog di Grillo (voto aperto dalle 10 alle 19 di oggi) il codice etico di Grillo che non obbligherà alle dimissioni gli amministratori indagati a patto che informino i vertici del Movimento. Hanno partecipato al voto 40.954 iscritti e 37.360 iscritti hanno votato favorevolmente. Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri od il Comitato d’appello, quando hanno notizia dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge un portavoce del Movimento5stelle, compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura. Il comportamento tenuto dal portavoce può essere considerato grave dal Garante o dal Collegio dei probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello, anche durante la fase di indagine, quando emergono elementi idonei ad accertare una condotta che, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale, sia già lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del MoVimento 5 Stelle. La condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine.

ECCO COSA PREVEDE NEL DETTAGLIO IL CODICE DI COMPORTAMENTO

Le reazioni – Nel Movimento 5 Stelle la decisione è salutata come una svolta. Ma cosa ne pensano gli amministratori costretti alle dimissioni o messi alla porta del Movimento 5 Stelle? Federico Pizzarotti, il primo sindaco a 5 Stelle d’Italia, a Parma, è stato prima indagato e poi archiviato eppure è stato messo fuori dal Movimento. E dinanzi al codice etico non è rimasto certo in silenzio scrivendo ieri su Facebook: “Quando il Movimento 5 Stelle mi aveva sospeso illegittimamente mancava un regolamento sulle sospensioni e uno sul codice di comportamento. Nelle controdeduzioni che mi erano state chieste lo feci notare: impossibile e illegittimo sospendermi se mancano i regolamenti per farlo. Da parte dei vertici silenzio assoluto, lo stesso da parte del direttorio, ora rottamato senza neppure una spiegazione. Oggi, a distanza di ben sei mesi, è arrivata la conferma di quanto ho sempre fatto notare. Il punto è semplice: chi fa notare le incongruenze e i gravi errori di una forza politica non è un traditore, né un infiltrato, ma una persona che con onestà intellettuale dice le cose esattamente come stanno, proponendo giuste soluzioni e senza aver paura delle conseguenze di tenere la testa alta. Chi tace, piega la testa e non sa formulare un benché minimo pensiero critico è solo uno yesman. E oggi continuo a vedere molti yesman, ma pochi politici con una loro coerenza e una loro autonomia”. Anche l’ex assessora all’Ambiente di Roma, Paola Muraro, ha detto la sua sull’argomento: “Se Grillo avesse parlato prima non avrei dato le dimissioni”. Ci sarebbe poi anche il caso Quarto con la sindaca Rosa Capuozzo espulsa dal Movimento senza nemmeno essere mai indagata. Casi che fanno sostenere ai detrattori dei Cinque Stelle che possa trattarsi di una mossa preventiva rispetto a una possibile indagine romana su Virginia Raggi. Visto che su Roma il Movimento si gioca una buona fetta di credibilità. 

L’altra votazione – Sempre oggi il Movimento 5 Stella ha votato anche per il programma Energie. Plebiscito di sì sul quesito che chiedeva: “Sei d’accordo con lo spostamento degli incentivi statali dalle fonti fossili all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili?”. Hanno partecipato alla votazione per il programma Energia in 40.977. Hanno votato SI in 40.516 e NO in 461.