Gas, due mosse per renderci autonomi dalla Russia. Per l’eurodeputato Furore (M5S) è decisivo investire sulle fonti pulite e lo stoccaggio comune europeo

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Il caro bollette “rischia di far chiudere migliaia di imprese e mandare sul lastrico milioni di famiglie”. Ecco perché, con la guerra in corso in Ucraina, bisogna rendersi autonomi dal punto di vista energetico dalla Russia e, dunque, occorre che l’Unione europea “prenda provvedimenti seri per rassicurare il mercato e calmierare i prezzi di energia e gas”. È chiaro sul punto l’eurodeputato M5S Mario Furore. “Oggi il gas naturale – spiega a La Notizia – copre il 36% della domanda energetica italiana e di questo quello proveniente dalla Russia è circa un terzo del totale.

È possibile raggiungere per l’Italia l’indipendenza per il gas dalla Russia?
È un processo lungo ma ormai inevitabile. Questa quota è consistente ma non determinate per il funzionamento del sistema italiano perché le scorte sono a un buon livello. Tuttavia, dobbiamo iniziare a lavorare su tre direttrici: in primis rafforzare le partnership esistenti. Non a caso, il Ministro degli Esteri Di Maio si è recato in Algeria e Qatar. In seguito, bisogna puntare sulla diversificazione delle fonti energetiche alzando la quota delle rinnovabili. Servono più investimenti europei e una sburocratizzazione per l’installazione di pannelli solari, ma anche delle pale dell’eolico, soprattutto quello offshore.

Terzo?
Il risparmio energetico. Consumare di meno significa ridurre la richiesta del gas. Il Superbonus è una misura di grande successo che migliora l’efficienza energetica di appartamenti, condomini e case, già apprezzata dalla Commissione europea durante la presentazione della proposta di direttiva sull’efficienza energetica delle abitazioni. Il risparmio energetico è una precondizione per quella autonomia energetica e strategica a cui l’Europa aspira.

Perché in questa fase è fondamentale un pacchetto di misure per l’energia?
Il caro bollette rischia di far chiudere migliaia di imprese e mandare sul lastrico milioni di famiglie. L’Unione europea prenda provvedimenti seri per rassicurare il mercato e calmierare i prezzi di energia e gas. Se serve, si segua il modello francese che ha imposto per legge un tetto sopra il quale non è possibile vendere il gas. C’è la guerra in Europa, servono provvedimenti all’altezza.

Cosa dovrebbero prevedere?
La bozza sulla nuova azione europea contro il caro bollette, che verrà presentata oggi, va nella giusta direzione perché prevede l’embrione di un Energy compact, una accelerazione di investimenti in energia rinnovabile e pulita basati che per noi deve essere basata su una emissione di debito comune, così come fatto con il Recovery Fund ottenuto da Conte in Europa. Inoltre, servono uno stoccaggio comune europeo, nuove linee guida sugli aiuti di stato, ma anche l’inserimento del Superbonus fra le politiche che meritano questi nuovi finanziamenti europei.

Intanto continua ad essere disperata la situazione dei profughi. Tra di loro ci sono anche tanti minori. Cosa si sta facendo a riguardo?
Abbiamo inviato una lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen per chiedere l’attivazione di corridoi speciali per i 100mila bambini orfani che si trovano adesso sotto le bombe russe. Serve un coordinamento europeo sulla scia di quanto sta facendo il governo italiano, la cui ambasciata in Ucraina si è attivata per creare le condizioni di queste partenze grazie all’incessante lavoro della Farnesina.

Prossimo appuntamento delicato è in calendario giovedì con il Consiglio Ue. Ci saranno nuove sanzioni?
C’è una discussione in corso e, se dovesse essere necessario, si inaspriranno le già durissime misure prese, ma noi vorremmo che innanzitutto venissero applicate le sanzioni già prese. L’Italia assieme a Francia e Germania ha sequestrato ville e yacht degli oligarchi russi, tutti i Paesi europei facciano lo stesso.