Gasparri voleva cacciare un giudice. Ora rischia di finire a processo. Querelato dalla toga, il senatore invoca l’insindacabilità. A decidere sarà la Giunta da lui stesso presieduta

di Clemente Pistilli
Politica

Questa volta Gasparri rischia grosso. Denunciato per diffamazione da una giudice, quando durante il lockdown l’esponente azzurro puntò il dito sulle scarcerazioni, facendo considerazioni pesanti, il senatore spera nell’immunità parlamentare. A decidere sarà la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari presieduta dallo stesso Maurizio Gasparri. E con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa è difficile che un onorevole finisca in Tribunale. Viste le affermazioni fatte dall’ex colonnello di An, ma considerando soprattutto che il relatore è il senatore Francesco Bonifazi, di Italia Viva, la vicenda potrebbe prendere una piega diversa. Con l’ok di Gasparri la Giunta si è detta favorevole all’ingresso a Palazzo Madama di Claudio Lotito, presidente della Lazio, al posto del renziano Vincenzo Carbone, e nel partito di Matteo Renzi non l’hanno presa bene.

IL CASO. Il 25 aprile scorso, mentre infuriavano le polemiche sulle scarcerazioni per l’emergenza Covid, Maurizio Gasparri rilasciò una dichiarazione all’agenzia di stampa Adnkronos, contestando i domiciliari concessi a Domenico Perre, uno dei rapitori dell’imprenditrice Alessandra Sgarella, rapita l’11 dicembre 1997 a Milano, in via Caprilli, portata in un covo a Buccinasco, vicino alla Tangenziale, e liberata nove mesi dopo nella locride. Perre, 64 anni, ottenne il beneficio dal Tribunale di Sorveglianza e poté lasciare il carcere di Opera, andando ai domiciliari a Platì, in Calabria. Una decisione presa accogliendo la richiesta del legale del 64enne, che aveva battuto sullo “stato di salute precario” del detenuto, dietro le sbarre da oltre 20 anni, e sui “rischi di contagio da coronavirus”, appellandosi al “senso di umanità”.

Ma il provvedimento non è stato gradito da Gasparri, che riferendosi alla giudice che lo aveva preso, Roberta Calzolari, dichiarò: “Ma questa Calzolari in che mondo vive? Cosa aspetta il Csm per radiarla dalla magistratura? Chiedo pubblicamente che il Csm la cacci su due piedi”. Parole che hanno portato la giudice a querelare il senatore, ora indagato dalla Procura della Repubblica di Roma. Ricevuti gli atti dal pm, essendo necessario l’eventuale via libera di Palazzo Madama per procedere, il gip Francesca Ciranna ha chiesto al Senato di decidere se concedere l’immunità a Gasparri. Un fascicolo che in giunta è finito al renziano Bonifazi. La relazione di quest’ultimo era attesa ieri, ma la seduta, proprio per l’emergenza Covid e l’allarme scattato dopo che due senatori pentastellati sono stati trovati positivi, è saltata.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, che nell’attesa della decisione di Palazzo Madama ha sospeso il procedimento, attende una risposta entro novanta giorni. Il conto alla rovescia è partito. E sull’esponente azzurro che voleva vedere cacciata la giudice milanese a furor di popolo dovrà pronunciarsi nella prima seduta utile prima la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, di cui è presidente, e poi l’Aula. Con l’incognita Italia Viva. In tema di rinvii di decisioni scomode a causa dell’emergenza Covid, il senatore di FI è comunque in buona compagnia. Saltata la seduta di Giunta, ieri è infatti slittato pure il verdetto sulla richiesta di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni a carico del senatore Luigi Cesaro, detto Gigino a purpetta, sempre di FI.