Gelo di Forza Italia e Lega. Militanti liguri del Carroccio in rivolta contro l’intesa. E Salvini già frena: alle politiche sarà tutto diverso

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L’accordo della disperazione tra Forza Italia e Lega Nord alle regionali fa disperare i militanti del Carroccio. Un pessimo segno sulla possibilità che questa alleanza abbia un futuro. E in Liguria è in atto una vera e propria rivolta contro la scelta del segretario Matteo Salvini di far ritirare la candidatura alla presidenza della Regione al vicesegretario federale leghista Edoardo Rixi, per cedere il passo e lasciare il posto a Giovanni Toti, europarlamentare di Forza Italia e consigliere politico di Silvio Berlusconi. L’autostrada su cui corrono le critiche è Facebook, dove i sostenitori della Lega sono netti: “Non vinceremo – è scritto – neppure col paracadutato di Forza Italia. Comunque la Lega Nord Liguria è stata sacrificata sull’altare di un accordo che ha dimenticato le parole autonomia, federalismo e libertà dei popoli. Pagina nera per la Lega”. E ancora: “Credo sia un autogol clamoroso, Salvini torna indietro”. Oppure: “Passo falso per la Lega. Perderà consensi. Il mio è uno”, e più avanti: “Che trattamento vergognoso, Rixi non lo meritava. Questa scelta vi costerà molti voti: Toti non lo voterà nessuno, questo è certo”.

LA GAFFE
Toti, suo malgrado ci ha messo del proprio con il lapsus su Novi Ligure immaginata in Liguria (e non in Piemonte). Sintomo evidentissimo di una scarsa conoscenza del territorio. La decisione stessa di far fare al portavoce nazionale la corsa per diventare governatore è ritenuta inspiegabile, anche se il risultato proprio in Liguria potrebbe essere aperto. La regione, pur con una tradizione di Sinistra, vede il Pd dialniato dopo le primarie da cui è uscito sconfitto (e polemico) Sergio Cofferati. Da Forza Italia però Renato Brunetta promuove l’intesa che riguarda anche il Veneto (con Fi che sosterrà Luca Zaia) e rilancia l’alleanza anche per le politiche: “L’accordo era nell’aria, ma è nella storia. Governiamo insieme da 21 anni, governiamo l’Italia, governiamo e abbiamo governato regioni centrali per l’Italia come la Lombardia, il Piemonte, il Veneto. Quindi l’accordo è nella storia e sarà nel futuro di Forza Italia e della Lega. Si tratterà adesso di costruire, attraverso un cantiere, il programma comune per le prossime elezioni politiche”. Lo stop di Salvini, però, è arrivato immediato: il leader del Carroccio esclude infatti che l’attuale via libera possa valere anche alle politiche.

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di Gaetano Pedullà

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