Gentiloni cambia verso a Bruxelles. Piena flessibilità sui conti italiani. Primo assist del commissario Ue al Governo Conte. Maglie più larghe su riforme e investimenti in Manovra

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L’Italia potrà fare ricorso alla flessibilità se rispetterà le regole di Bruxelles. Ma serviranno anche investimenti e riforme e maggiore dialogo per “ricostruire la fiducia”. Sono questi i principali punti politici del programma che il neo commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, intende perseguire a partire dal prossimo 1 novembre, quando l’ex premier italiano inizierà a lavorare nella squadra della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

IL DOCUMENTO. Gentiloni, in vista del suo esordio, ha consegnato all’Europarlamento la bozza di un documento di nove pagine in cui traccia le linee guida che caratterizzeranno il suo mandato a Bruxelles. Nella relazione Gentiloni, prima di toccare gli argomenti più spinosi, ricorda la sua carriera, prima da parlamentare e poi da primo ministro, europeista convinto. “Come membro del Parlamento – ricorda in un passaggio del documento – durante gli anni della crisi ho capito l’importanza sia di salvaguardare la sostenibilità dei conti che la capacità di dare sostegno economico nei momenti di difficoltà”.

A chi in Europa gli chiede come si muoverà nella nuova veste di commissario agli affari economici, ad esempio rispetto all’applicazione del Patto di Stabilità e Crescita, Gentiloni risponde rassicurando che la Commissione europea “lo applicherà facendo pieno uso della flessibilità permessa dalle regole”. “Questo ci aiuterà – spiega l’ex premier italiano – a realizzare una fiscal stance più favorevole alla crescita nell’area euro, assicurando al contempo responsabilità di bilancio”. La revisione delle regole del Patto di Stabilità e Crescita dovrà essere “una opportunità per riconciliare posizioni polarizzate e per ricostruire fiducia” perché il consenso attorno alle regole “ha molto a che fare con la fiducia, mantenere gli impegni che sono stati presi e lavorare duramente per obiettivi condivisi”. L’applicazione effettiva delle regole sarà “la chiave negli anni a venire”.

LE PRIORITA’. Tra le priorità, già fissate dal commissario italiano, c’è anche la lotta all’evasione fiscale che Gentiloni vuole portare avanti sostenendo una severa azione di contrasto che preveda anche sanzioni contro chi evade il Fisco. Per rimettere in moto la crescita, secondo la ricetta del neo commissario, servono investimenti e riforme strutturali, perché “aumentano la crescita potenziale” mantenendo il debito sotto controllo. Gentiloni conferma anche il suo impegno nel promuovere “misure efficaci contro il cambiamento climatico” e la sua disponibilità a lavorare per un sussidio di disoccupazione europeo, purché sia dentro limiti ben chiari, sia economici che politici. E’ prudente, invece, sulla traduzione nel diritto Ue del Fiscal Compact, il trattato firmato da 25 Stati ed entrato in vigore nel 2013. “L’opinione del Parlamento deve ancora arrivare – scrive – e non c’è stato sufficiente sostegno in Consiglio per la proposta. La valutazione del quadro di bilancio Ue fornirà l’opportunità per fare il punto su questo”.

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di Gaetano Pedullà

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