Giallorossi battuti alle suppletive. Numeri ancora più incerti al Senato. Alle Destre i due seggi vacanti in Veneto e Sardegna. A Palazzo Madama vanno De Carlo (FdI) e Doria (Lega)

di Clemente Pistilli
Politica

Dalle suppletive nessun aiuto ai giallorossi. La maggioranza che sostiene il Governo di Giuseppe Conte, che a Palazzo Madama già dipende dai voti del Gruppo Misto e dei senatori a vita, sperava di recuperare due seggi con le elezioni in Veneto e Sardegna o almeno quello nel sassarese che era stato della senatrice pentastellata Vittoria Bogo Deledda, la più votata nel 2018. Ma ieri è arrivata la doccia fredda. Nel veronese ha trionfato il candidato del centrodestra, Luca De Carlo, di Fratelli d’Italia, rendendosi protagonista anche di un record: è il primo parlamentare ad essere eletto nella stessa legislatura prima alla Camera, da cui si era dimesso 47 giorni fa, e poi al Senato. E in Sardegna si è imposto il leghista Carlo Doria (nella foto). Un’altra grana per l’esecutivo.

LA SFIDA SULL’ISOLA. Gli elettori sono stati chiamati al voto per sostituire la senatrice pentastellata Vittoria Bogo Deledda, deceduta il 17 marzo 2020, e il senatore Stefano Bertacco, di FdI, deceduto il 14 giugno scorso. Nel collegio di Sassari, per tentare l’impresa di salvare almeno una casella, era stato anche siglato uno dei rari patti tra Pd e Movimento 5 Stelle, che si erano compattati attorno a un unico candidato, Lorenzo Corda. Ma è stato tutto inutile. Si è imposto, con uno stacco percentuale di circa il 10%, il medico leghista Carlo Doria, espressione del centrodestra unito.

Corda è riuscito a fare di poco meglio dello stesso avvocato penalista Agostinangelo Marras di Italia Viva, particolare che mostra come l’assenza dei renziani dal patto giallorosso ha condannato il centrosinistra alla sconfitta. Minimo invece il consenso ottenuto dal candidato socialista Gian Mario Salis. “Il voto espresso per il candidato di Italia Viva ci sorprende, e ancora un volta il centrosinistra ha fatto un errore”, ha commentato Corda, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Sassari.

FORTINO INATTACCABILE. Più scontato il risultato in Veneto, dove ha vinto il candidato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, registrando anche un’affluenza doppia rispetto alla Sardegna: 61,87% a fronte del 34,01%. “Questo risultato – ha dichiarato De Carlo – è l’ennesima dimostrazione che il centrodestra unito è inarrestabile. Speriamo che questo e gli altri risultati che arrivano dal Veneto e dall’Italia siano letti come un segnale deciso dal Presidente Mattarella”. “Torno a Roma – ha aggiunto – con lo stesso entusiasmo e lo stesso impegno di sempre”. Il candidato dem Matteo Melotti, insegnante di matematica e scienze alle scuole medie di Sommacampagna, non ha raccolto neppure un terzo dei voti di De Carlo e minime sono state le percentuali per il broker assicurativo Emanuele Sterzi, del Movimento 5 Stelle.

GLI EQUILIBRI. Aumentano dunque le difficoltà per la maggioranza giallorossa in Senato. Al momento a Palazzo Madama i senatori, considerando anche i sei senatori a vita, sono 321 e per avere la maggioranza occorre poter avere 161 voti. Il Governo Conte, in una fase in cui non si escludono ulteriori e prossime defezioni, può attualmente contare su 95 parlamentari del Movimento 5 Stelle, 35 del Partito democratico, 18 di Italia Viva e 5 di Leu. Dunque su 153 senatori. Troppo pochi. L’esecutivo, con le destre che ora hanno altri due senatori, deve così appoggiarsi sempre di più ai senatori a vita e al Gruppo misto, composto di 26 parlamentari di orientamenti diversi.