Gigi Proietti senza sepoltura. Calenda disperato spara l’ultima balla contro la Raggi

Gigi Proietti Calenda
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Vi ricordate gli Hare Krishna? Quel gruppo di simpatici giovani che giravano per il mondo salmodiando con i sandaloni e tamburellando allegramente? Ora il loro posto è stato preso dagli Hare Calenda che girano per Roma inseguendo infastiditi passanti per ammollargli il santino del loro Capo. Ma almeno i santoni volevano convincere ad alti ideali filosofici, questi invece seminano bufale.

L’ultima l’ha sparata proprio il Grande Capo e cioè che il feretro del grande comico Gigi Proietti sarebbe rimasto a suo tempo accatastato vittima dell’inefficienza della Raggi. Ci ha pensato il consigliere 5S al Campidoglio, Giuliano Pacetti, a riportare su Facebook la smentita della bufala di Calenda da parte della stessa famiglia Proietti.

Il consigliere capitolino ha anche dato dello “sciacallo” al leader di Azione. “Vergogna! Pur di riuscire a recuperare qualche voto – scrive nel suo post Pacetti – avete calpestato la memoria di Gigi Proietti. Mi riferisco al Pd, Calenda e alle comparse della destra che hanno fatto girare una bufala. Siete degli sciacalli. Che figuraccia! La stessa famiglia di Gigi Proietti ha già smentito tutto”.

Insomma, una situazione veramente imbarazzante che però dà l’idea del punto a cui siamo giunti. Calenda, a suo tempo aveva dichiarato che mai e poi mai si sarebbe candidato a sindaco di Roma. Ma come la peggior vecchia politica ci insegna non si può mai credere a queste persone. Suo diritto candidarsi, ma alimentare il già fiorente mercato delle bufale proprio no. Ma Calenda, poverino, aveva abboccato a sua volta a una bufala sparata da Repubblica, non nuova a queste “imprese”. E lo chiamano giornalismo.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Una destra tutta suonata

La Sinistra ha stravinto le elezioni, ma c’è poco da festeggiare quando il successo arriva per abbandono dell’avversario, che già dopo il primo turno barcollava più di un pugile suonato. Nonostante l’avvertimento emerso quindici giorni fa dalle urne, Meloni e Salvini non hanno saputo riacquistare

Continua »
TV E MEDIA