Giochi sulle pensioni. E il manager renziano dell’Inps subito indagato. Quando era capo del personale Enel Cioffi avrebbe gestito 15mila esodi beffando l’ente di previdenza

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Francesco Carta

L’attuale direttore generale dell’Inps, Massimo Cioffi, è indagato per un’evasione fiscale ai danni dello stesso ente previdenziale che sarebbe stata commessa dall’Enel, azienda della quale era direttore del personale.
A indagare sulla vicenda è la Procura di Nocera, che sta cercando di fare luce sull’esodo incentivato di 15 mila dipendenti del colosso elettrico andati in scena tra il 2006 e il 2014, in un arco di tempo nel quale Cioffi aveva la delega alle risorse umane. Il sospetto degli inquirenti è che ci siano state evasioni contributive per circa 40 milioni e che Cioffi, una volta approdato all’Inps, abbia cercato di insabbiare il caso. L’ipotesi di reato, in questo caso, potrebbe essere quella dell’abuso d’ufficio.
A occuparsi del caso, lo scorso 27 dicembre, era stato Libero, che aveva denunciato il possibile conflitto d’interessi del manager chiamato dal renzianissimo presidente Tito Boeri a mettere ordine nella “nuova” Inps. Cioffi, ai tempi dell’Enel, aveva inserito negli accordi per lo scivolo dei lavoratori anche le mensilità aggiuntive e il trattamento di fine rapporto, evitando così il pagamento dei contributi dovuti.
Il manager ha abbandonato l’Enel nell’estate del 2014 ed è atterrato sulla prestiogiosa poltrona pubblica il 27 febbraio dell’anno scorso. E all’Inps si sarebbe trovato sulla scrivania, tra le varie pratiche che socttano, proprio una segnalazione della Guardia di Finanza che gli deve aver creato più di un imbarazzo. E qui la vicenda diventa parecchio velenosa, perchè l’ex capo della vigilanza di Inps, anch’egli sotto inchiesta, accusa Cioffi di aver affossato il dossier Enel.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Il suicidio del servizio pubblico

La difesa strettamente burocratica, da perfetto travet, fatta dal direttore di Rai3 Franco Di Mare in Commissione di vigilanza per scrollarsi di dosso l’accusa di censura sul concertone del Primo Maggio, spiega più di un’intera enciclopedia perché il Servizio pubblico in Italia è un fallimento

Continua »
TV E MEDIA