Gioielliere ucciso a Roma, ultimo saluto a Giancarlo Nocchia. Intanto si indaga sul suicidio in carcere del presunto killer

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Ludovico Caiazza, il 32enne ritenuto il presunto killer di Giancarlo Nocchia, il gioielliere romano ucciso durante una rapina è stato trovato impiccato con un lenzuolo dagli agenti della polizia penitenziaria. Caiazza veniva controllato ogni 15 minuti e l’agente di sorveglianza aveva l’obbligo di firma. L’ultima è avvenuta alle 22.30. Alle 22.45 Caiazza, che era solo in cella, è stato trovato con il lenzuolo attorno al collo legato alla grata della cella. Caiazza era solo in cella – “Aveva precedenti per violenza sessuale e una situazione personale di forte disagio. Per questo, per tutelarlo, non era stato messo a contatto con altri detenuti”, spiega il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo.  Sul suicidio è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Roma.

Oggi intanto ci sono stati i funerali dell’orafo nella Chiesa di San Gioacchino, in piazza dei Quiriti, in zona Prati. Presenti la moglie Piera, il figlio Gianluca e i fratelli Paolo e Rita oltre ai tanti amici e abitanti del quartiere. A dare l’ultimo saluto a Nocchia anche il generale Angelo Agovino, comandante regionale dei carabinieri del Lazio e altri rappresentanti delle forze dell’ordine. Sulla bara una rosa rossa e un gagliardetto della Roma, squadra del cuore del gioielliere.