Giornata del rifugiato. Sono 68,5 milioni le persone in fuga dalle guerre. Livelli record: +4,6% solo nell’ultimo anno. E i bambini sono sempre più sfruttati

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Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata del rifugiato, una condizione che oggi coinvolge ben 68,5 milioni di persone. Un numero in aumento del 4,6%  nel 2017 rispetto all’anno precedente. C’è poi un dato che interroga le nostre coscienze più di ogni altro, quello relativo ai bambini. Come certifica l’Unicef, il numero globale di bambini rifugiati e migranti che si spostano soli ha raggiunto livelli senza precedenti, aumentando di circa 5 volte tra il 2010 e il 2015. Almeno 300.000 bambini non accompagnati e separati sono stati registrati in circa 80 paesi tra il 2015 e il 2016, rispetto ai 66.000 nel 2010-2011. Il dato reale dei bambini che si spostano soli è probabilmente molto più alto. I bambini non accompagnati e separati sono esposti ad un rischio molto più grande di tratta, sfruttamento, violenza e abuso. I bambini rappresentano circa il 28% delle vittime di tratta a livello globale.

Come il bambino di 8 anni, uno dei tanti non accompagnati, sbarcato a Pozzallo dalla nave Diciotti della Guardia costiera. I suoi genitori non avendo i soldi per tutti e tre lo hanno fatto partire da solo dall’Eritrea, e lui ha lavorato nei Paesi che ha attraversato fino ad arrivare in Libia, dove è stato sei mesi prima di essere messo su un gommone e poi recuperato da una motonave e trasbordato sulla Diciotti.

Ha raccontato la sua storia senza paura e senza tremore nella voce ai volontari di InterSos che fanno parte del personale non governativo a bordo della nave della guardia costiera. Nel suo peregrinare, ha ricostruito, è stato “sempre solo”, senza amici o qualcuno con cui confidarsi, anche per paura. Non si fidava e aveva paura. Per questo ha sempre parlato poco e lavorato per avere presto i soldi per lasciare la Libia, un Paese che ha lasciato in lui un ricordo comunque traumatico. Il suo sogno, adesso, è lavorare e avere i soldi per fare arrivare in Italia i suoi genitori che pur di dargli un futuro hanno deciso di rischiare e di farlo partire da solo.

L’ennesima tragedia nel Mediterraneo – Sarebbero oltre 70 i dispersi del naufragio del gommone che si è spaccato in due in mare, al lago della Libia, avvenuto la settima scorsa al largo  della Libia. A bordo c’erano oltre 110 persone. Tra le vittime anche lo scafista che è finito in mare. È quanto hanno  ricostruito i superstiti soccorsi da nave Preston, della marina militare Usa, e arrivati nella tarda serata di ieri a Pozzalo su nave Diciotti della Guardia Costiera. Alcuni di loro hanno perso dei familiari con i quali viaggiavano.

Dei 509 migranti sbarcati ieri sera a Pozzallo, quattrocento sono uomini, 71 donne, 36 minorenni maschi e due minorenni femmine. Le operazioni si sono concluse poco dopo le quattro di questa mattina. Tranne i ricoverati e alcuni casi speciali tutti sono stati condotti nel vicino hotspot presente nello stesso porto del Ragusano. Gli altri dieci prelevati ieri per problemi medici, per la maggior parte per disidratazione, cinque bambini, una bambina, tre donne e un uomo, stanno tutti meglio, compreso quest’ultimo che affetto da bronchite è stato già dimesso dall’ospedale.

A bordo, c’erano complessivamente 6 donne incinte (e non 30 come era stato reso noto prima dello  sbarco) che sono state trasferite nell’ospedale di Modica. Un  uomo con ustioni da idrocarburi e’ stato ricoverato in un  ospedale di Ragusa. Accertati circa 70 casi si scabbia, che vengono curati in un paio di giorni con farmaci specifici. Tra i migranti anche due uomini con cicatrici di ferite da arma da fuoco: uno a un braccio e l’altro a una gamba. C’e’ anche un uomo con esiti da frattura con fissatore esterno.

Salvini: “Oggi la proposta italiana” – “Abbiamo un incontro oggi pomeriggio  con il presidente Conte, ci sarà una proposta italiana al  vertice informale sui migranti, il problema non è respingere  all’interno dell’Unione, ma difendere i confini europei”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine di una riunione della Lega in Senato risponde ai cronisti sul vertice dei capi di Stato e di governo di Francia, Italia, Germania e Spagna, che si terrà domenica a Bruxelles, in preparazione del Consiglio europeo del 28 giugno.

Intervenuto alla trasmissione Coffee break su La7, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo  economico, Luigi Di Maio, ha ribadito: “Questa non è più l’Italia che va ai tavoli alza la voce e poi abbassa la testa. Questa è l’Italia che non arretra più. È bastato dire qualche no – rivendica- e abbiamo ottenuto qualche sì. Non c’era ancora un governo ed è bastato dire dei ‘no’ a Dublino e sui tavoli Ue è saltato tutto. Dopo Aquarius più nulla sarà come prima, innanzitutto perché è venuta fuori tutta l’ipocrisia della Ue e il gesto della Spagna spero non sia solo mediatico. Se sarà così, otterremo altri sì, altrimenti loro otterranno altri no dall’Italia”.

Il messaggio di Mattarella – Nel sollecitare la comunità internazionale e l’Unione Europea a compiere passi crescenti su questo terreno, la Repubblica Italiana si conforma alle norme sancite dal diritto internazionale relative all’accoglienza di coloro che hanno diritto a protezione”. Lo afferma Sergio Mattarella in occasione della giornata mondiale del rifugiato. “La tragedia dei rifugiati – donne, uomini e bambini costretti ad abbandonare le proprie case in cerca di un luogo dove poter vivere – è oggi sempre più drammaticamente attuale, come hanno sottolineato anche le Nazioni Unite” scrive il presidente della Repubblica.

“Da tempo, l’Italia contribuisce al dovere di solidarietà, assistenza e accoglienza nei confronti di quanti, costretti a fuggire dalle proprie terre, inseguono la speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli.

Obbedisce a sentimento di responsabilità l’impegno dei moltissimi concittadini che, sul suolo nazionale, nel mediterraneo e in altre più lontane aree di crisi del pianeta, tengono vivo lo spirito di umanità che – profondamente radicato nella nostra Costituzione – contraddistingue il popolo italiano” prosegue Mattarella. “In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato – ricorda -, desidero rivolgere il mio più vivo ringraziamento a  tutti coloro che, in Italia e nel mondo, si adoperano con  passione, impegno e dedizione, per questa causa”. Per Mattarella “la comunità internazionale deve operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero. L’Unione Europea, in particolare, deve saper intervenire nel suo insieme, non delegando solamente ai Paesi di primo ingresso l’onere di affrontare le emergenze. La gestione attuale dei fenomeni migratori deve lasciare il posto a interventi strutturali che rimuovano le cause politiche, climatiche, economiche e sociali che alimentano tante tristi vicende”.

“Per governare i grandi spostamenti di esseri umani – afferma il Presidente – occorre prevenire i conflitti e mettere fine a quelli in corso, sostenere i Paesi di origine dei flussi aiutandoli a combattere carestie e malnutrizione, fornire adeguato sostegno ai Paesi limitrofi e alle aree soggette a ostilità. Consapevole della natura globale di questa sfida, l’Italia promuove da tempo, nei consessi europei ed internazionali, una politica che si ispira ai principi della responsabilità, della solidarietà e della condivisione dei doveri e dei compiti tra tutti i Paesi interessati. Anche in seno alle Nazioni Unite, l’Italia è fortemente impegnata nei negoziati in vista dell’adozione di un patto mondiale sui rifugiati, che rappresenta lo strumento per offrire risposte concrete e universalmente accettate. Nel sollecitare la comunità internazionale e l’Unione Europea a compiere passi crescenti su questo terreno – conclude il Capo dello Stato -, la Repubblica Italiana si conforma alle norme sancite dal diritto internazionale relative all’accoglienza di coloro che hanno diritto a protezione”.