Giornata mondiale per la libertà di stampa amara. Iran, Egitto e Turchia off limits. E nemmeno l’Italia è tanto libera

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C’è poco da festeggiare e tanto da fare quando parliamo della libertà di stampa in Italia. E proprio oggi che ricorre la XXIII Giornata mondiale della libertà di stampa è bene ricordare che il nostro Paese è al 77° posto nella graduatoria pubblicata meno di un mese fa da Reporters sans Frontieres, con un crollo di quattro posizioni rispetto all’anno scorso. Non occorre quindi scomodare esempi troppo lontani dove ci sono regimi e quindi, ovviamente, la stampa è sotto controllo. In Italia non siamo poi messi tanto meglio se ci troviamo in una posizione così bassa in classifica.

LA PROTESTA – Nella giornata di ieri Federazione Nazionale Stampa Italiana, Articolo 21, UsigRai, Reporter senza frontiere Italia, Amnesty International Italia e Pressing No Bavaglio hanno organizzato una protesta a Roma di fronte alle ambasciate di Iran, Egitto e Turchia a sostegno della libertà di stampa. Quasi a voler sottolineare che c’è pure chi sta peggio di noi. il commissario per i diritti umani, Nils Muiznieks, intervistato da Ossigeno ha rilanciato l’allarme: “La libertà di informazione e il diritto di espressione si stanno riducendo in molti paesi. Dobbiamo assolutamente invertire questa tendenza”.

TERRA DEL SILENZIO – Tra i Paesi dove i giornalisti sono “costretti” a tacere c’è certamente l’Egitto. Ahinoi, lo sappiamo bene. L’ultima censura arriva proprio dal Cairo dove nella serata del 1 maggio sono stati arrestati due giornalisti accusati, udite udite, di “aver partecipato a una manifestazione”. Il record di giornalisti arrestati nel corso dell’ultimo anno spetta di gran lunga alla Turchia. Sono 774 gli operatori dell’informazione arrestati.

LA RICORRENZA – La giornata mondiale della libertà di stampa si festeggia a partire dal 1993 per volontà dell’Onu. L’intento è quello di affermare il diritto di (poter) informare affermando l’importanza dell’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (la libertà di espressione, appunto). La manifestazione principale si terrà quest’anno ad Helsinki. In una terra, la Finlandia, tra le più libere in tema di informazione. Anzi, la più libera, essendo al primo posto della graduatoria. Beati loro…