Addio all’ex agente dei misteri. “Faccia da mostro” è morto oggi in spiaggia. Il nome di Aiello è stato accostato alle stragi di mafia degli anni ’90

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Probabilmente un malore ha portato via Giovanni Aiello, l’ex poliziotto della squadra mobile di Palermo noto alle cronache come “Faccia da mostro”. Aiello è morto sulla spiaggia tra i bagnanti, mentre stava sistemando la barca a riva.

Aiello è stato anche al centro di alcune vicende giudiziarie controverse visto che il suo nome è stato tirato fuori a proposito delle stragi di mafia di Capaci e via d’Amelio, oltre che per gli omicidi del vicequestore Ninni Cassarà e dell’agente di polizia Nino Agostino. Per alcuni era semplicemente un ex poliziotto in pensione, per alcuni pentiti era un agente dei servizi segreti nonostante Aise ed Aisi abbiano sempre smentito qualsiasi legame.

Faccia da mostro per il suo volto deturpato. Di Aiello aveva parlato il boss Luigi Illardo a metà degli anni ’90 sostenendo un suo coinvolgimento “nei delitti più strani di Palermo”. Nel corso degli anni su di lui hanno indagato le procure di Palermo, Catania, Caltanissetta e Reggio Calabria. Maì, però, sono spuntati fuori elementi schiaccianti. Con l’archiviazione dell’inchiesta di Catania e quella di Caltanissetta che era indirizzata verso un nuovo niente di fatto. Indagini più scottanti sono, invece, in corso alla procura di Reggio.

Da molti anni Aiello viveva in Calabria dove, si racconta, era dedito alla pesca. Recentemente il suo nome è tornato nuovamente alla ribalta per presunti rapporti con Bruno Contrada; accostamento emerso da un’indagine della procura di Reggio Calabria che sta indagando su un presunto patto tra Cosa nostra e ìndrangheta finalizzato a destabilizzare lo Stato negli anni delle stragi.

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