Giù le mani da Orietta Berti. Il renziano Anzaldi: “L’esposto del Pd è contro la Rai non contro uno dei simboli della canzone italiana. Se c’è stata violazione della par condicio sarà l’Agcom a stabilirlo non il M5S”

Orietta Berti è rimasta vittima dell’incapacità, se non della faziosità, di chi conduceva l’intervista su Radio 1 Rai. Basta risentire l’estratto del programma per rendersi conto che è stata proprio l’insistenza della conduttrice a portarla a dichiarare la sua intenzione di voto”. Il renziano Michele Anzaldi, segretario della Vigilanza Rai in quota Pd, non ha dubbi. E chiarisce così, a La Notizia, le ragioni per le quali il Partito democratico ha alzato il fuoco contro Un giorno da pecora. “E non con Orietta Berti”, sottolinea.

Giù le mani da Orietta Berti. Il renziano Anzaldi: “L’esposto del Pd è contro la Rai non contro uno dei simboli della canzone italiana. Se c’è stata violazione della par condicio sarà l’Agcom a stabilirlo non il M5S”

Eppure a qualcuno è sembrato che voleste censurare proprio Orietta Berti…
“Niente di più falso. L’esposto è contro la Rai, non contro un simbolo della canzone italiana come la Berti, che resta un riferimento senza colore politico. È la Rai che ha sbagliato e si è prestata a essere teatro di una operazione politica. Tanto è vero che Di Maio si è subito precipitato a pubblicare un suo selfie con la cantante”.

Dove avrebbero sbagliato i conduttori?
“Non so se si sia trattato di errore o altro, però chiedere con insistenza cosa voterà a un personaggio dello spettacolo, in piena par condicio, è quantomeno avventato. Chi ha condiviso la scaletta? Chi ha vigilato? La Berti peraltro aveva detto più volte di non voler entrare in argomenti politici, di certo non si può chiedere a lei di essere attenta alle norme. Era un dovere dei conduttori, che non hanno rispettato la cantante”.

Il Movimento 5 stelle, però, parla di censura e addirittura di editto bulgaro…
“Bisognerebbe mantenere un limite della decenza e rispettare chi è stato veramente vittima degli editti. Sul caso specifico, abbiamo chiesto che l’Agcom si esprima. Se sarà ravvisata una violazione della par condicio, che è una legge dello Stato e in quanto tale va rispettata, lo deciderà l’Authority, non Di Maio o il blog dei cinque stelle”.

Twitter: @AntonioPitoni

Pubblicato il - Aggiornato il alle 09:01
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