Giustizia, la rivoluzione in 12 punti di Renzi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Ottima giornata, alla faccia dei gufi”. Così Matteo Renzi commenta dopo il Cdm l’inizio in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama della settimana cruciale per il disegno di legge sulle riforme costituzionali del Senato e del Titolo V. E dopo la fine del Cdm il premier ha annunciato ufficialmente che la Costa Concordia sarà smaltita a Genova.
Ma soprattutto Renzi ha annunciato la sua rivoluzione in campo giudiziario,  una riforma della giustizia in dodici punti “da discutere in due mesi”.
Per il momento si tratta solo di linee guida, che dovranno essere vagliate e discusse dal 1° luglio al 31 agosto. L’obiettivo è velocizzare il processo civile “con il passaggio dai tribunali pieni di scartoffie alla rivoluzione tecnologica”.  E l’obiettivo, al termine dei mille giorni delle riforme è “il processo civile in un anno per il primo grado”.
Quanto alla riforma del Csm, “chi giudica non nomina”, ha ribadito Renzi. Se il magistrato sbaglia è giusto che abbia una “responsabilità civile” diretta sul modello europeo.

Quanto alla riforma del Csm, “chi giudica non nomina, chi nomina non giudica”, ha ribadito Renzi. Se il magistrato sbaglia è giusto che abbia una “responsabilità civile” diretta sul modello europeo. “Non siamo contrari alle correnti nella magistratura – ha ribadito- ma siamo contrari alle carriere basate sull’appartenenza alle correnti”. Il governo riformerà anche il Csm, ma dopo le elezioni che porteranno al rinnovo delle cariche.

Sulle intercettazioni, Renzi ha chiarito: “I giudici devono essere liberi di intercettare, nessuno ha intenzione di limitarli. Bisogna però riflettere sulla loro pubblicabilità”.

Infine Renzi ha comunicato che l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci prenderà il posto di Antonio Tajani (eletto europarlamentare), come commissario Ue per 4 mesi.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La stampa e la sindaca deficiente

Le confidenze di Urbano Cairo ad alcuni tifosi del suo Torino hanno svelato cosa pensa questo editore (Corriere della Sera, La7 e altro ancora) della sindaca M5S Chiara Appendino, definita con fallo da Var, espulsione e retrocessione “deficiente”. Ma non c’è bisogno di videocamere nascoste o

Continua »
TV E MEDIA