Giustizia sempre più malata. A Roma il Covid entra in tribunale. Contagiata un’addetta alla quarta sezione penale. I sindacati denunciano l’assenza di controlli

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca Roma

Alla fine il Covid-19 è arrivato anche nel Tribunale di Roma. Con l’inizio di settembre e la conseguente ripresa dell’attività giudiziaria, una dipendente della quarta sezione penale è risultata positiva al temibile virus mettendo in allarme giudici, avvocati, cancellieri e forze dell’ordine. Come si evince dalle chat di fuoco di chi frequenta quotidianamente le aule del tribunale, questo episodio non sarebbe il frutto del caso ma di precise carenze organizzative e della mancanza dei controlli nel rispetto delle normative, come quella che impone l’uso della mascherina.

A ben vedere, infatti, le cose sembrano dare ragione ai dipendenti infuriati perché l’8 settembre scorso un avvocato si è recato nella segreteria della quarta sezione penale per prendere visione di un corposo faldone relativo ad un processo che si sarebbe dovuto tenere pochi giorni dopo. Peccato che l’uomo, stando a quanto raccontano i sindacati, proprio in quelle ore era in attesa dell’esito del tampone a cui era stato sottoposto il giorno precedente ma di cui non avrebbe proferito parola. Sfortuna vuole che proprio le importanti dimensioni del fascicolo hanno reso impossibile il passaggio attraverso il divisorio in plexiglass e per questo la dipendente non ha potuto far altro che consegnarlo di persona al legale che poi, secondo quanto raccontato, sarebbe rimasto per diverso tempo nella stanzetta prima di salutare e andare via.

Insomma una storia di routine per chi lavora nel tribunale se non fosse che il giorno dopo alla stessa segreteria si presenta una collega dell’avvocato con in mano una richiesta di rinvio dell’udienza per positività al Covid. Immediatamente sono scattati I controlli di sicurezza, con la dipendente che è stata allontanata e l’ufficio, il 10 settembre, è stato chiuso per sanificazione. Una vicenda che, però, non è a lieto fine perché la donna, sottoposta ieri al tampone, è risultata anch’essa positiva. Una vicenda per la quale non si può parlare di sfortuna. Da tempo, infatti, il personale del Tribunale lamenta l’assenza dei termoscanner all’ingresso, delle autocertificazioni sul proprio stato di salute per accedere a piazzale Clodio e, cosa ben peggiore, il fatto che esiste l’obbligo di usare la mascherina che, in assenza di controlli, viene spesso disatteso perfino dentro le aule.

Quel che è certo è che i dipendenti si sentono lasciati soli in quanto “se siamo servizi essenziali e indifferibili”, tanto che “in tutte le occasioni ci viene chiesto di dare il massimo perché abbiamo un ruolo fondamentale nella giustizia, “allora dobbiamo essere considerati tali anche nei momenti di emergenza con dispositivi di controllo e di sicurezza tempestivi” ha spiegato Mariacristina Marcone, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e presidente dell’associazione dipendenti giudiziari italiani (Adgi).