Gli attacchi informatici spaventano la rete. Arbor Networks segnala un aumento significativo di cyber-minacce nel 2014. Il 42% degli utenti del web ha subito attacchi DDoS

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I DDoS (Distributed Denial of Service) consistono in una forma ‘raffinata’ di cyber-attacco alla sicurezza informatica. E la loro diffusione è in aumento vertiginoso, tanto che oggi si può parlare di vera e propria industria del cybercrime. La digitalizzazione della società, inevitabilmente, fa gioco ai pirati informatici, dipendenti come siamo dalla realtà virtuale e condizionati da suoi eventuali malfunzionamenti. Oggi la rete è ovunque, possiamo accederci in qualunque luogo e in ogni momento, tramite smartphone o tablet, in casa chiunque dispone di una connessione domestica veloce, scelta ponendo le tariffe ADSL più convenienti a confronto. In pratica, ogni piccolo e grande processo implica, in un modo o in un altro, l’impiego del web.

Nel 2014 aumentano gli attacchi DDoS

Il colosso della sicurezza informatica Arbor Networks ha pubblicato il 10° rapporto annuale sul cybercrime, rivelando come nel 2014 il numero di attacchi DDoS si siano attestati in netto aumento, con crescite preoccupanti che interessano siti di aziende, operatori del web, Tlc e, ora, anche cloud e data center. Gli attacchi DDoS, ha rivelato la ricerca, registrano una frequenza 50 volte superiore rispetto a 10 anni fa, e nel 2014, l’intensità degli attacchi ha segnato il proprio picco massimo.

La ricerca di Arbor Networks

L’indagine della compagnia per la difesa dagli attacchi DDoS è stata articolata attraverso interviste rivolte a oltre 300 tra aziende, operatori del web e Tlc, ponendo l’accento sul preoccupante aumento dei rischi connessi alle operazioni di cybercriminalità. Nel 2013, solo un quarto degli intervistati aveva rivelato di subire oltre 21 attacchi al mese, lo stesso dato sale al 42% in relazione al 2014, mentre il 44% degli intervistati ha subito perdite economiche a causa di attacchi DDoS. Il più importante di essi, nel 2014, ha raggiunto i 400 Gb al secondo, mentre nel 2005 era stato appena di 8 Gb.

In cosa consiste l’attacco DDoS

I criminali della rete esperti in attacchi DDoS utilizzano una serie di macchine per apportare l’offesa al sito preso di mira, realizzando una rete di dispositivi (zombie) connessi tramite internet e infettati da malware; la rete di zombie viene definita botnet.

Tutti i dispositivi infettati dagli zombie entrano a far parte del botnet e, a loro volta, apportano attacchi diretti ai siti web presi di mira. In tal modo, le forze dell’ordine che vigilano sulla rete non sono in grado di risalire alla fonte primaria dell’attacco, così i criminali virtuali restano anonimi, mentre l’attacco DDoS assume una maggior portata distruttiva grazie alla viralità dell’approccio utilizzato.

Chi sono le vittime

Come riportato dagli stessi vertici di Arbor Networks, niente e nessuno può essere ritenuto al riparo dal cybercrime, sebbene le piattaforme maggiormente a rischio siano quelle operanti nei settori delle scommesse online, della posta e della biglietteria. Tra i brand più autorevoli vittime di attacchi DDoS nel 2014 risultano anche Sony e Playstation.

Motivazioni

Non esiste una sola ragione a spingere i criminali della rete a effettuare attacchi DDoS, bensì ve ne sono di molteplici. Il 36% dei casi, ricorda il rapporto, è giustificato dalla volontà di sabotare un proprio competitor, come avviene per le piattaforme di scommesse durante un evento sportivo di rilevanza mediale. Ma non solo. A orientare gli attacchi virtuali vi sono anche motivazioni di carattere politico e ideologico (basti pensare ad Anonymous) o di puro vandalismo; non sono da trascurare anche moventi di carattere personale, come avviene nelle reti di videogiocatori della rete, spesso spinti a vendette col fine di ‘lavare’ l’onta di offese subite durante il gioco.

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