Gli italiani scommettono su Conte. Bongiorno regina tra i ministri. Il 52% ha fiducia nel nuovo premier

di Giorgio Velardi
Politica

Fiducia nel neo premier, Giuseppe Conte (52%), che per il 44% riuscirà a fare meglio del suo predecessore a Palazzo Chigi, Paolo Gentiloni (Pd). Ma anche nel presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nella formazione del nuovo Governo ha rispettato le regole della Costituzione: il 76% ha gradito molto/abbastanza il suo comportamento, con un picco (89%) tra gli elettori di Centrosinistra. Insomma, quello che spira tra gli italiani dopo 88 giorni di impasse a seguito delle elezioni del 4 marzo è un clima di euforia. A testimoniarlo è un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli: per il 53% degli intervistati il sentimento provato dopo la notizia della nascita dell’Esecutivo è positivo. “La fiducia in Conte – spiega a La Notizia il presidente dell’Istituto, Roberto Baldassari – è in linea con quello degli ultimi presidenti del Consiglio al primo mandato. Per esempio, Enrico Letta. Così come quella nel Governo, che si attesta al 51%. Non provenendo dal mondo politico, il neo inquilino di Palazzo Chigi non raccoglie il 100% dei consensi dell’elettorato di Lega e M5s”, che fanno registrare (rispettivamente) il 70 e il 76% di fiducia. Per la prima volta, nella sua rivelazione, l’Istituto ha sondato anche il grado di fiducia degli italiani nella nuova squadra di Governo. Ebbene, nelle prime cinque posizioni si piazzano il neo titolare dell’Ambiente, il generale Sergio Costa (81%), Giulia Bongiorno (Pubblica amministrazione, 72%), Enzo Moavero Milanesi (Esteri, 71%), Erika Stefani (Affari regionali e Autonomie) e Barbara Lezzi (Sud), entrambe al 69%, e il terzetto formato da Giovanni Tria (Economia), Giancarlo Giorgetti (sottosegretario alla presidenza del Consiglio) e Marco Bussetti (Istruzione) al 67%. Staccati Luigi Di Maio e Matteo Salvini: il primo raccoglie il 53% di fiducia, il secondo il 50.

Ma attenzione, entrambi non hanno di che preoccuparsi. Perché, chiarisce sempre Baldassari, “se inseriamo nel discorso anche il parametro della conoscenza ci accorgiamo che i leader di M5s e Lega raccolgono le percentuali maggiori: 85 e 84%”. Così, insomma, si spiegano quei numeri: più è alto il grado di notorietà e più rischia di essere basso quello di fiducia. “E comunque per un ministro stare sopra quota 50% è un buon risultato”, aggiunge il presidente dell’Istituto Piepoli. A conti fatti, è la Bongiorno quella che, unendo i due parametri (fiducia 72% e notorietà 64), la fa da padrona.

‘Luigi’ e ‘Matteo’ hanno comunque di che consolarsi. Quando, invece che come ministri, i due vengono ‘trattati’ come leader di partito, incassano in una settimana ben 14 punti percentuali. Il capo politico del M5s balza dal 39 al 53%, il segretario del Carroccio dal 36 al 50%. “Dopo l’ultimo calo – annota Baldassari – ha recuperato terreno anche Mattarella (dal 61 al 64%, ndr)” mentre Gentiloni guadagna due punti, passando dal 46 al 48%, “come se gli italiani lo stessero ringraziando per il lavoro svolto”. Stabile rimane soltanto Silvio Berlusconi (13%), con Matteo Renzi e Beppe Grillo che guadagnano l’1% (il primo, al 23) e il 3% (il secondo, al 23 pure lui). “Una crescita diversa: Renzi riprende fiducia nel suo elettorato, Grillo viene percepito comunque come attore protagonista nella formazione dell’Esecutivo”, conclude Baldassari.  Nella cerchia degli ‘sconfitti’ entra questa settimana la leader di FdI, Giorgia Meloni, nel terzetto con il leader di Forza Italia e l’ex segretario del Pd. Tra i vincitori si confermano invece Salvini (30%), Mattarella (16%) e Di Maio (8%).