Gli ospedali italiani tagliano

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Stop ai ricoveri, farmaci razionati, liste d’attesa di anni per visite ed esami. La sanità taglia su tutto. In maniera massiccia. Il debito è spaventoso. Chiede ai cittadini continui sacrifici. I ticket lievitano. Ma quando si tratta dei manager i tagli sono sempre mini. Una garanzia negli ospedali d’Italia c’è: chi li dirige ha uno stipendio da sogno, come raccontato da un’inchiesta de La Notizia del 26 marzo scorso.

Il caso Lazio
Una delle Regioni con il debito sanitario maggiore e ancora commissariata è il Lazio. Anche lì però quanti vengono messi al timone delle aziende ospedaliere non hanno di che lamentarsi. Di recente la Corte dei Conti ha condannato l’ex governatore Piero Marrazzo e l’ex rettore dell’università di Tor Vergata a risarcire oltre 200 mila euro, per il super stipendio concesso al direttore generale del Ptv, Enrico Bollero: 206 mila euro contro i 154 mila previsti. Per il direttore amministrativo, Mauro Pirazzoli, e il direttore sanitario, Giuseppe Visconti, si spendono invece 123.949 euro. Domenico Alessio, direttore generale dell’Umberto I, percepisce 154.937 euro mentre i direttori sanitario e amministrativo della stessa azienda, Amalia Allocca e Branca Marta si fermano a 123.949 euro. Al San Filippo Neri, il direttore sanitario Caterina Amodeo percepisce 140.365 euro l’anno e il direttore amministrativo, Rossana Di Renzo, 84.253 euro. All’Asl Roma C, da cui dipende anche il Sant’Eugenio, 122.710 euro nel 2012 al manager Antonio Paone e 112.829 al direttore amministrativo Giancarlo Gava.

Uno sguardo al Nord
Una situazione comune in tutta Italia. Al Nord si concentrano alcune delle migliori realtà del panorama sanitario nazionale e i manager fanno cassa senza doversi prendere troppi insulti. Al vertice dell’azienda ospedaliera Città della salute e della scienza di Torino, da cui dipendono Le Molinette, dal 1 aprile Angelo Del Favero prenderà il posto di Gian Paolo Zanetta e guadagnerà 123.949 euro l’anno. Non si può lamentare neanche il direttore generale del Gaslini di Genova, ospedale pediatrico di eccellenza nazionale e internazionale, Paolo Petralia, che porta a casa 139.443 euro, mentre ai direttori sanitario e amministrativo, Silvio Del Buono e Paolo Faravelli, vanno 111.154 euro. Agli Spedali civili di Brescia il commissario straordinario Ezio Belleri percepisce 154.937 euro, che però potrebbero anche aumentare in base ai risultati raggiunti di 31 mila euro. Al Niguarda di Milano 121.684 euro per il commissario straordinario Marco Trivelli, 146.641 euro per il direttore sanitario Giuseppe Genduso e 131.261 euro per il direttore amministrativo Giuseppe Micale.

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di Gaetano Pedullà

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