Governo a tutto azzardo. Renzi ha dimenticato la promessa: nella manovra niente freni alle slot machine

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Gli italiani possono giocare ancora alle slot machine dove vogliono. Con tutto il corollario di famiglie ridotte sul lastrico dalla ludopatia. Perché l’intervento promesso da Matteo Renzi per limitare il fenomeno del gioco d’azzardo non è presente nella bozza della Legge di Bilancio, visionata da La Notizia. Un’assenza sorprendente, visto il solenne impegno assunto dal presidente del Consiglio poco più di un mese e mezzo fa. “Sul gioco d’azzardo stiamo per mettere a punto una misura per togliere le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali”, aveva dichiarato il premier. Una stretta che però non è presente nel testo della manovra. Almeno finora. “Il documento che sta circolando è una Legge di Bilancio provvisoria. Si sta ancora lavorando all’articolato e la misura dovrebbe essere introdotta nella versione definitiva”, si giustificano fonti vicine alla cerchia renziana. Ma se nella prima bozza non c’è riferimento alla normativa, viene da pensare che il tema non sia una delle priorità sul tavolo.

VECCHIA STORIA
In attesa di un ravvedimento sulle limitazioni alla slot, resta un dato di fatto: nell’intero articolato della manovra, la parola “gioco” ricorre solo in riferimento al rinnovamento della concessione del Superenalotto. Per il resto non c’è alcuna traccia. La questione era già al centro di un acceso dibattito. La deputata di Sinistra italiana, Marisa Nicchi, aveva presentato un’interrogazione, facendo notare che la legge di stabilità 2016 prevedeva una riduzione graduale di almeno il 30%”. E il “taglio” avrebbe dovuto essere realizzato sulla base delle slot esistenti al 31 luglio 2015, quando le macchinette erano 378.109. Con la diminuzione, quindi, gli apparecchi in funzione sarebbero arrivati a quota 264.676 unità. Ma una circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha cambiato le carte in tavola, dando una nuova interpretazione della stessa norma presente nella manovra 2016.  “C’è scritto che la legge di stabilità fissa un tetto oltre il quale «è precluso il rilascio di nuove autorizzazioni». Ma quel tetto si riferisce non al numero di slot machine operative al «31 luglio 2015» come dispone la legge, bensì al 31 dicembre 2015”. Così il calcolo del taglio si è basato su un altro dato, “pari a 418.210 unità”. “Ed è un numero – ha evidenziato Nicchi – molto vicino a quello dei circa 424mila dichiarati a dicembre scorso dai concessionari, e quindi superiore di oltre 40mila slot machine rispetto alle 378.109 esistenti al 31 luglio 2015”.

ATTENZIONE
L’approccio al fenomeno richiede un’ulteriore attenzione. Perché comunque “è evidente dovrà essere dismesso un numero ingente di slot machine”, ha osservato la senatrice dell’Italia dei Valori, Alessandra Bencini. “In mancanza di controlli sul loro smaltimento, si incorre nel grave rischio di riciclaggio delle macchinette all’interno del circuito criminale del gioco d’azzardo”, ha aggiunto. Un aspetto di cui il Governo dovrebbe avere considerazione. Sempre che voglia davvero mettere un freno al dilagare delle slot machine.

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di Gaetano Pedullà

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